Una riflessione della Fondazione Indigniti ONRI in occasione della Giornata Mondiale del Risparmio: proteggere il risparmio per il benessere delle future generazioni
Una ricorrenza che guarda al futuro
Oggi 31 ottobre si celebra la Giornata Mondiale del Risparmio, una ricorrenza che affonda le proprie radici nel 1924, quando a Milano si svolse il primo Congresso Internazionale del Risparmio. Fu proprio in quell’occasione che venne istituita questa giornata, con l’obiettivo di promuovere la cultura del risparmio, diffonderne il valore economico e sociale e sensibilizzare i cittadini sull’importanza di una gestione consapevole delle proprie risorse.
Da allora, ogni anno, il 31 ottobre rappresenta un’occasione per riflettere sul significato del risparmio e sul suo ruolo nella crescita economica e nel benessere della collettività. Nel 2026, la celebrazione promossa da ACRI si è svolta a Roma il 30 ottobre, con un importante momento di confronto che ha visto la partecipazione di tre autorevoli rappresentanti delle istituzioni economiche e finanziarie: Giovanni Azzone, presidente di ACRI, Antonio Patuelli, presidente dell’ABI, e Fabio Panetta, Governatore della Banca d’Italia, insieme al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
I loro interventi hanno riportato al centro dell’attenzione un tema fondamentale per il presente e per il futuro del Paese: la necessità di proteggere il risparmio, contrastare l’inflazione, favorire gli investimenti e sostenere la crescita economica.
Il risparmio, infatti, non rappresenta soltanto una risorsa individuale, frutto del lavoro e dei sacrifici di una vita, ma costituisce anche un patrimonio sociale, capace di contribuire allo sviluppo economico, alla stabilità delle famiglie e alla costruzione di nuove opportunità per le generazioni future.
L’invito di Paolo Pugelli: pensare al risparmio come patrimonio delle nuove generazioni
Questa riflessione assume per me un significato particolare anche alla luce di un invito rivoltomi dal commendatore Paolo Pugelli, membro della Fondazione Insigniti OMRI, che mi ha sollecitato a occuparmi del tema del risparmio come strumento di benessere per le future generazioni.
Paolo Pugelli ha maturato una significativa esperienza nel mondo delle fondazioni e delle istituzioni finanziarie. Ha ricoperto ruoli di vertice in importanti realtà, tra cui la Fondazione Pisa, della quale è stato presidente fino al 2020 e dove attualmente è componente dell’Organo di Indirizzo. Ha inoltre collaborato con numerose fondazioni di origine bancaria e ricoperto l’incarico di vicepresidente di Banca Sistema S.p.A.
Il suo invito mi ha offerto l’opportunità di approfondire una questione che va ben oltre la semplice gestione delle risorse economiche e che riguarda il modo in cui una società si prende cura del proprio futuro.
Antonio Patuelli: risparmio, Costituzione e responsabilità verso i giovani
Un ulteriore motivo di interesse è rappresentato dalla presenza, tra i protagonisti della Giornata Mondiale del Risparmio, di Antonio Patuelli, presidente dell’ABI e membro della Fondazione Insigniti OMRI.
Ho avuto il privilegio di confrontarmi personalmente con lui lo scorso 11 aprile, in occasione di un momento di riflessione promosso dalla Fondazione presso la Prefettura di Ravenna. Fu un incontro particolarmente significativo, durante il quale il confronto si sviluppò a 360 gradi sulle principali tematiche dell’attualità, dell’economia e della vita istituzionale, sempre nel solco dei principi e dei valori della nostra Costituzione.
In quell’occasione emerse con particolare forza l’importanza di trasmettere i principi costituzionali agli studenti e ai nuovi cittadini, affinché possano diventare patrimonio condiviso delle future generazioni.
Un richiamo che conserva oggi tutta la sua attualità. Educare alla cittadinanza significa infatti anche educare alla responsabilità, alla consapevolezza e alla capacità di compiere scelte ponderate, comprese quelle che riguardano il risparmio e la gestione delle risorse economiche.
Nel suo intervento alla Giornata Mondiale del Risparmio, Patuelli ha richiamato l’importanza di valorizzare il risparmio come fattore di crescita, insieme all’innovazione tecnologica, sottolineando la necessità di favorire gli investimenti produttivi e di creare condizioni fiscali adeguate per sostenere lo sviluppo.
Particolare attenzione è stata dedicata alla distinzione tra liquidità destinata a impieghi di brevissimo periodo e risorse che possono essere indirizzate verso investimenti di medio e lungo termine. Un tema importante, perché il risparmio, quando trova condizioni adeguate per trasformarsi in investimenti produttivi, può contribuire alla crescita delle imprese, alla competitività e allo sviluppo dell’intero sistema economico.
Sono riflessioni che si collegano direttamente al tema della tutela del risparmio previdenziale, una delle questioni più importanti quando si guarda al benessere delle future generazioni.
Il salvadanaio: la prima scuola del risparmio
Ma per comprendere fino in fondo il significato del risparmio, forse vale la pena partire da un’immagine semplice, familiare e ricca di ricordi: il salvadanaio.
Chi appartiene alla mia generazione ricorda certamente il salvadanaio che ha accompagnato l’infanzia di milioni di bambini. Ne esistevano di tante forme e materiali: di terracotta, di ceramica, di latta, spesso colorati e con le sembianze di piccoli animali o personaggi. Era presente nelle nostre case e rappresentava uno dei primi strumenti attraverso i quali imparavamo, forse senza rendercene pienamente conto, il valore del denaro.
Inserire una moneta alla volta significava imparare ad attendere, rinunciare a una piccola spesa immediata per realizzare un desiderio futuro, comprendere che anche una somma modesta, se custodita con costanza, poteva diventare una risorsa importante.
Quel piccolo gesto quotidiano trasmetteva una grande lezione: il valore del risparmio, della pazienza, della responsabilità e della capacità di guardare oltre il presente. Il salvadanaio non custodiva soltanto monete, ma anche desideri, progetti e aspettative.
Oggi il mondo è profondamente cambiato. Il salvadanaio materiale ha lasciato spazio a strumenti finanziari più complessi e a modalità di gestione delle risorse molto diverse, ma il principio che lo animava conserva tutta la sua attualità: costruire gradualmente le condizioni per affrontare il futuro con maggiore serenità.
Forse proprio da quella semplice esperienza dovremmo ripartire per recuperare e rafforzare una vera cultura del risparmio, soprattutto tra i giovani. Educare al risparmio non significa soltanto insegnare a mettere da parte denaro, ma trasmettere il valore della programmazione, della consapevolezza economica e della responsabilità verso se stessi e verso la comunità.
Il risparmio previdenziale: una responsabilità verso le future generazioni
In questa prospettiva assume particolare rilevanza il tema del risparmio previdenziale. Proteggere il risparmio significa anche guardare alla sicurezza economica delle persone quando termineranno la propria attività lavorativa.
È una questione che riguarda soprattutto le giovani generazioni, chiamate a costruire il proprio futuro pensionistico in un sistema condizionato dall’invecchiamento della popolazione, dall’allungamento della vita media e dalle trasformazioni del mercato del lavoro.
Il progressivo cambiamento degli equilibri demografici pone interrogativi importanti sulla sostenibilità dei sistemi previdenziali. Per questo è necessario promuovere una maggiore consapevolezza dell’importanza della pianificazione pensionistica, rendere accessibili le informazioni e favorire la conoscenza degli strumenti di previdenza complementare.
La pensione non può essere considerata una questione da affrontare soltanto alla fine della carriera lavorativa. Deve diventare un tema di cui parlare fin dall’ingresso nel mondo del lavoro, affinché ciascuno possa compiere scelte consapevoli e costruire, nel tempo, maggiori garanzie per il proprio futuro.
Naturalmente, questa responsabilità non può ricadere esclusivamente sui singoli cittadini. La tutela del risparmio previdenziale richiede politiche economiche lungimiranti, occupazione stabile, salari adeguati, crescita della produttività e un sistema di protezione sociale capace di rispondere ai bisogni di una società che cambia.
Stabilità economica e tutela del risparmio: il ruolo della Costituzione
Come è emerso anche nel corso della Giornata Mondiale del Risparmio, crescita economica e protezione del risparmio sono due obiettivi strettamente connessi. Senza crescita diventa più difficile sostenere la previdenza, garantire servizi pubblici, finanziare la sanità e assicurare opportunità alle giovani generazioni. Allo stesso tempo, senza stabilità dei prezzi e tutela del potere d’acquisto, il risparmio rischia di perdere progressivamente il proprio valore.
L’articolo 47 della nostra Costituzione riconosce e tutela il risparmio in tutte le sue forme, incoraggiandone e disciplinandone l’impiego. Un principio di straordinaria attualità, che ci ricorda come il risparmio non rappresenti soltanto una ricchezza individuale, ma anche una risorsa fondamentale per lo sviluppo economico e sociale del Paese.
Occorre quindi superare una visione del risparmio limitata alla dimensione individuale e riconoscerne pienamente la funzione intergenerazionale.
Ogni scelta compiuta oggi, ogni investimento, ogni politica economica e ogni intervento volto a rafforzare la previdenza contribuiscono a determinare le condizioni di vita di domani.
Un patrimonio da trasmettere a chi verrà dopo di noi
La Giornata Mondiale del Risparmio dovrebbe essere anche questo: non soltanto una ricorrenza da celebrare, ma un’occasione per assumere una responsabilità collettiva. Dobbiamo chiederci quale patrimonio economico, sociale e previdenziale stiamo costruendo e quale futuro saremo in grado di consegnare ai nostri figli e ai nostri nipoti.
Il salvadanaio di ieri custodiva le monete dei nostri piccoli desideri; il risparmio previdenziale di oggi deve custodire le speranze, la sicurezza e la dignità delle generazioni di domani.
Perché il vero valore del risparmio non si misura soltanto in ciò che riusciamo ad accantonare nel presente, ma anche nelle opportunità e nelle certezze che saremo capaci di lasciare a chi verrà dopo di noi.

Il salvadanaio di ieri, la pensione di domani: educare al risparmio per proteggere il futuro