Si è appena spenta l’ultima nota, ma l’emozione continua a viaggiare.
Dopo giorni – anzi, settimane – di impegno intenso per organizzare le celebrazioni del Tricolore, con il grande concerto della Banda Musicale della Polizia di Stato all’Auditorium Parco della Musica – Ennio Morricone, a Roma, non c’è tempo per fermarsi: l’Italia chiama ancora.
Nella Sala Petrassi dell’Auditorium si è vissuta una serata di straordinaria intensità. La Banda della Polizia di Stato, diretta dal Maestro Roberto Granata, ha dato voce solenne e vibrante ai simboli della Repubblica, accompagnata dalla conduzione attenta e partecipe di Safiria Leccese.
La narrazione storica di Michele D’Andrea ha intrecciato musica e memoria, mentre le esecuzioni del tenore Francesco Grollo hanno emozionato il pubblico, rendendo tangibile il senso di appartenenza e di orgoglio nazionale.
La bandiera, l’Inno nazionale, i valori della Repubblica: non simboli astratti, ma vita che vibra.
Una serata resa possibile anche dalla partecipazione convinta della Polizia di Stato, con il Questore di Roma Roberto Massucci, e dal coinvolgimento della Fondazione Musica per Roma, con il suo Amministratore Delegato, Raffaele Ranucci, che ha contribuito in modo determinante a trasformare il concerto in un vero momento di comunità civile.
Il pubblico, con applausi sentiti e partecipazione consapevole, ha creato le condizioni perché ciascun protagonista potesse dare il massimo, quasi superando se stesso. Un omaggio autentico al Tricolore, visibile nei volti e percepibile nei commenti al termine del concerto.
E mentre il sipario cala, l’avventura continua.
Quasi senza prendere fiato, eccoci di nuovo in cammino. Roma alle spalle, le valigie leggere ma il cuore pieno. Siamo sul Frecciarossa 9547, partito da Roma Termini alle ore 19.00, direzione Taranto, con arrivo previsto alle 23.42. Accanto a me ancora Francesco Grollo: poche ore fa sul palco, ora in treno, a testimoniare che la cultura e il servizio al Paese non conoscono pause.
Ma Taranto non è una semplice tappa. È una nuova pagina di questo diario di bordo.
A Taranto andiamo per continuare il racconto del Tricolore, approfondendone il significato nella vita concreta delle istituzioni e delle comunità. Il percorso che intendiamo proporre è chiaro e coerente: partire dal decoro della bandiera e dalle criticità normative che ancora ne accompagnano la tutela; soffermarci sul valore e sui simboli della bandiera della Marina Militare, così profondamente legata alla storia e all’identità della città; vivere il rito della fascia tricolore con il Sindaco di Taranto come gesto di continuità, responsabilità e servizio; arrivare infine al valore costituzionale dei simboli della Repubblica, con un’attenzione particolare anche all’Inno nazionale, espressione sonora della nostra unità.
L’obiettivo è costruire un percorso che vada dal rispetto formale dei simboli alla loro esperienza concreta nella vita pubblica, fino al loro significato più profondo, civico e costituzionale. Un cammino che unisce cultura, istituzioni e cittadini.
È questo il ritmo: frenetico, sì, ma entusiasmante. Un andare continuo che non è solo spostamento geografico, ma impegno civile. Promuovere la dignità e il decoro dei simboli della Repubblica significa anche questo: esserci, ovunque, con passione e responsabilità.
Da Roma a Taranto, nel tempo di un viaggio notturno ad alta velocità, portiamo con noi le emozioni di una sala gremita, gli applausi, gli sguardi commossi. E la consapevolezza che ogni tappa, ogni incontro, ogni parola detta o cantata contribuisce a tenere vivo il senso più autentico dell’essere comunità.
Il Tricolore non si ferma.
E noi con lui. 🇮🇹