Ottant’anni fa, il 18 agosto 1946, sulla spiaggia di Vergarolla, a Pola, una terribile esplosione provocò una delle più gravi tragedie della storia dell’Italia repubblicana. Decine di civili persero la vita mentre assistevano a una manifestazione sportiva. Una strage rimasta per decenni nell’ombra, i cui autori e mandanti non sono mai stati accertati.

Nell’ottantesimo anniversario, la Fondazione Insigniti OMRI si unisce al dovere della memoria e alle celebrazioni dedicate alle vittime, condividendo le parole della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulla necessità di continuare a ricercare la verità su questa pagina ancora non completamente chiarita della nostra storia.

Ma Vergarolla è anche la storia di un uomo che, nel momento più drammatico, seppe mettere il proprio sapere e la propria responsabilità al servizio degli altri.

È la storia di Geppino Micheletti, il chirurgo dell’ospedale di Pola che, dopo l’esplosione, continuò per ore a operare e assistere i feriti, nonostante avesse appreso che tra le vittime c’erano anche i suoi due figli.

Il suo comportamento rappresenta un esempio altissimo di etica del servizio: la capacità di mantenere fede alla propria responsabilità verso la comunità anche quando il dolore personale potrebbe far venir meno ogni altra forza.

È un valore profondamente legato alla cultura costituzionale del servizio pubblico, che la Fondazione Insigniti OMRI ha posto tra i temi del proprio impegno: promuovere una cultura della responsabilità, della solidarietà e della dedizione al bene comune.

Ricordare Vergarolla, a ottant’anni di distanza, significa dunque custodire la memoria delle vittime, continuare a cercare la verità e, insieme, consegnare alle nuove generazioni esempi concreti di responsabilità e di servizio.

La figura di Geppino Micheletti ci ricorda, con la forza silenziosa dell’esempio, che il servizio agli altri non è soltanto una funzione: è una scelta etica.