Quando la memoria diventa responsabilità
Il Comitato Provinciale di Pisa della Fondazione Insigniti OMRI e la Domus Mazziniana rinnovano il loro impegno per trasformare la memoria storica in consapevolezza civile e responsabilità verso il presente e le nuove generazioni.
Il 5 settembre 1938 venivano emanate le leggi “per la difesa della razza”, le leggi della vergogna, firmate da Vittorio Emanuele III a San Rossore.
Lo Stato italiano, per mano di chi lo reggeva, discriminava cittadini sulla base della loro origine familiare e del loro credo israelita, dando il falso suggello di un inesistente attributo razziale a una persecuzione che avrebbe profondamente ferito la coscienza del Paese.
La Nazione italiana, in larga parte, accolse con indifferenza un dispositivo che spezzava il legame tra i suoi cittadini ebrei e la società civile. Le Università e le Scuole “sospendevano” i loro docenti, impedivano agli studenti e alle studentesse di iscriversi, allontanavano quelli stranieri. A Pisa, l’Università allontanò venti dei suoi docenti e oltre duecento studenti ebrei stranieri.
Cosa saremmo senza memoria? “È avvenuto, quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire”, scriveva Primo Levi.
Nell’88° anniversario dell’emanazione delle leggi razziali, il Comitato Provinciale di Pisa della Fondazione Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e la Domus Mazziniana di Pisa organizzano l’incontro “Il Dovere della Memoria”, che si terrà il 4 settembre 2026, alle ore 16.00, presso la sede della Domus, in via Massimo d’Azeglio 14, a Pisa.
L’incontro sarà introdotto da Pietro Finelli, Direttore scientifico della Domus Mazziniana, e concluso da Michele Emdin Presidente del Comitato provinciale di Pisa della Fondazione
Si rinnova così il sodalizio tra la Domus, erede della Casa Rosselli-Nathan, dove il 10 marzo 1872 morì Giuseppe Mazzini, e la Fondazione Insigniti OMRI, luogo di dialogo e confronto tra le istituzioni e la società civile.
Questa volta la memoria sarà affidata alle immagini, alle parole e alla musica.
Il monologo Numeri, di Annick Emdin, sarà interpretato da Francesco Pelosini; la musica di Olivier Messiaen, composta nel 1940 nello Stalag VIII-A di Görlitz, sarà eseguita dal clarinettista Cosimo Profita.
Le voci dei testimoni di allora — Naftoli Emdin, Giorgio Bassani, Primo Levi ed Elio Toaff — torneranno a parlarci attraverso le interpretazioni di Aldo Paolicchi, Elisa Guidi e dell’attore Gianni Guerrieri.
Chi parteciperà vivrà, attraverso le parole, le immagini, le voci e le musiche, lo sconquasso e lo sconvolgimento di vite rifiutate perché ritenute “diverse”: vite travolte da un atto burocratico che per molti sarebbe divenuto una condanna a morte e per altri avrebbe significato la fuga, l’esilio, il nascondimento.
Un lungo inverno che, tra guerre e massacri, avrebbe attraversato l’Europa sino alla liberazione del 1945.
Alla Domus risuonerà, in particolare, il magistero di Elio Toaff, attraverso il discorso pronunciato nel 1988 proprio in questo luogo: “…come in Italia si sia potuto giungere a negare agli ebrei i più elementari diritti umani…”.
Ascolteremo le parole paterne di Naftoli Emdin ai suoi figli — “Ragazzi miei, scrivo per voi…” — nel tentativo di spiegare l’ineffabile e dare sollievo allo smarrimento di due adolescenti espulsi dalla scuola.
Ascolteremo le parole di un grande scrittore come Giorgio Bassani, che ci ha consegnato pagine straordinarie di testimonianza, e quelle di un Uomo speciale come Primo Levi, capace di tradurre l’orrore vissuto in un monito per il presente.
Il monologo di Annick Emdin racconta, attraverso la vicenda di uno studente universitario ebreo, il paradigma di una generazione privata dei propri diritti e della propria dignità.
A prestare la propria voce saranno attori amatoriali, come Aldo Paolicchi, e professionisti: giovani come Francesco Pelosini e interpreti di grande esperienza come Gianni Guerrieri, che ha recitato accanto a Buazzelli, Gassmann e Strehler.
Elisa Guidi e Michele Emdin hanno dato vita, negli ultimi anni, a numerosi eventi analoghi nell’ambito della Scuola Normale Superiore e della Scuola Superiore Sant’Anna, dove rispettivamente lavorano.
Perché ricordare non significa soltanto guardare al passato. Significa riconoscere i segnali che possono condurre nuovamente alla discriminazione, alla negazione dei diritti, alla disumanizzazione dell’altro.
La memoria, dunque, non è soltanto un dovere verso chi ha sofferto. È una responsabilità verso il presente e verso il futuro.
Il Presidente della Fondazione Insigniti OMRI, Prefetto Francesco Tagliente, esprime il proprio apprezzamento per l’iniziativa promossa dal Presidente del Comitato Provinciale di Pisa della Fondazione e dal Direttore scientifico della Domus Mazziniana, Pietro Finelli. «È particolarmente significativo – sottolinea Tagliente – che, anche attraverso questo appuntamento, si dia continuità a quel percorso di collaborazione avviato con la Domus Mazziniana e consolidato attraverso il Protocollo d’intesa sottoscritto tra le nostre istituzioni. La memoria, quando diventa occasione di confronto, di conoscenza e di partecipazione, non rimane confinata al passato, ma torna a essere uno strumento prezioso per leggere il presente e costruire il futuro. È questo, in fondo, il senso più autentico del nostro impegno: mantenere vivo il dialogo tra istituzioni, cultura e società civile e affidare alle nuove generazioni la responsabilità di custodire i valori sui quali si fonda la nostra Repubblica».
