Al generale della Guardia di Finanza e Presidente del Comitato Internazionale della Fondazione Insigniti OMRI il titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia
C’è un’Italia che, oltre i confini nazionali, continua a costruire relazioni, a rappresentare valori, a custodire un’identità e, nello stesso tempo, a contribuire alla costruzione europea.
È anche attraverso queste esperienze che la Repubblica sceglie di riconoscere il valore di chi, nel corso della propria vita, ha contribuito a promuovere l’immagine dell’Italia e a rafforzare i rapporti di amicizia e collaborazione con altri Paesi.
A Bruxelles, il 15 settembre, questo riconoscimento ha trovato nel generale Alessandro Butticé una figura capace di rappresentare concretamente tale impegno
L’onorificenza è stata conferita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, su proposta del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, e consegnata il 15 settembre a Bruxelles al generale Alessandro Butticé dall’Ambasciatore d’Italia in Belgio, Federica Favi, durante una cerimonia nella Residenza dell’Ambasciatore, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, del mondo associativo e culturale, oltre che di familiari e amici.
Una stella per chi porta l’Italia oltre i confini
L’Ordine della Stella d’Italia: una storia che viene da lontano
L’Ordine della Stella d’Italia è forse meno conosciuto dal grande pubblico rispetto all’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, ma ha una storia profondamente legata alla vicenda della Repubblica e alla presenza dell’Italia nel mondo.
La sua origine risale al 1947, quando, nel primo dopoguerra, venne istituita la Stella della Solidarietà Italiana, destinata a riconoscere gli italiani all’estero e gli stranieri che avessero contribuito alla ricostruzione dell’Italia. Era il tempo nel quale il Paese usciva dalla guerra e aveva bisogno anche del sostegno e della solidarietà di quanti, dentro e fuori i suoi confini, contribuivano a ricostruirne la vita civile e il prestigio internazionale.
Sessantaquattro anni dopo, nel 2011, la Repubblica ne ha aggiornato denominazione, finalità e struttura, trasformando la Stella della Solidarietà Italiana nell’Ordine della Stella d’Italia. La nuova disciplina ha adeguato l’onorificenza a una realtà profondamente cambiata: l’Italia non era più il Paese da ricostruire, ma un Paese chiamato a consolidare e sviluppare la propria presenza nel mondo.
La legge istitutiva oggi definisce la Stella d’Italia come un attestato rivolto a italiani e stranieri che abbiano acquisito particolari benemerenze “nella promozione dei rapporti di amicizia e di collaborazione tra l’Italia e gli altri Paesi e nella promozione dei legami con l’Italia”.
È questo, forse, l’aspetto più significativo dell’Ordine: la Stella d’Italia è un’onorificenza che nasce per riconoscere non soltanto ciò che una persona ha fatto, ma il contributo che ha saputo offrire alla presenza dell’Italia nel mondo e alla costruzione di relazioni tra il nostro Paese e le altre comunità nazionali.
Per questo può essere attribuita a persone impegnate in ambiti molto diversi: dalla cultura alla ricerca, dalla solidarietà alle attività filantropiche, dall’imprenditoria alla promozione della lingua e della cultura italiana, fino alle attività svolte nelle comunità italiane all’estero. È una pluralità di esperienze che restituisce il carattere aperto dell’Ordine e il modo in cui oggi la Repubblica interpreta la propria presenza oltre i confini nazionali
L’Ordine è presieduto dal Presidente della Repubblica ed è conferito con decreto del Capo dello Stato, su proposta del Ministro degli Affari Esteri, sentito il Consiglio dell’Ordine. Si articola in cinque classi: Cavaliere, Ufficiale, Commendatore, Grande Ufficiale e Cavaliere di Gran Croce. Esiste inoltre una speciale Gran Croce d’Onore, destinata a chi abbia perso la vita o subito gravi menomazioni fisiche nello svolgimento di attività di alto valore umanitario all’estero.
La Grande Ufficialità conferita ad Alessandro Butticé acquista così un significato particolare: arriva a Bruxelles, cuore istituzionale dell’Europa, e riconosce un percorso nel quale il servizio all’Italia e quello alle istituzioni europee si sono intrecciati per gran parte della sua vita.