Con l’editoriale che conclude il suo percorso alla direzione di Amministrazione Pubblica, Marco Valentini rinnova la vocazione culturale che Carlo Mosca aveva impresso alla Rivista: fare della riflessione sulle istituzioni uno strumento di crescita professionale, di confronto e di servizio al Paese.
Chi conosce Marco Valentini vi riconosce immediatamente il suo stile: sobrietà, profondità di pensiero, equilibrio, rigoroso rispetto delle istituzioni e una concezione della funzione pubblica sempre orientata al bene comune. Da prefetto prima e oggi da Consigliere di Stato, ha saputo interpretare il proprio ruolo con quella discrezione che distingue i servitori dello Stato e con una rara capacità di trasformare l’esperienza amministrativa in riflessione culturale.
L’editoriale si apre con il ricordo di Carlo Mosca. Non è un omaggio rituale, ma il riconoscimento di un’eredità morale e intellettuale che continua a vivere. Carlo Mosca aveva concepito Amministrazione Pubblica come molto più di una rivista: un luogo di elaborazione culturale, di confronto libero e pluralista, nel quale l’Amministrazione potesse interrogarsi sul proprio ruolo e sul proprio futuro. Marco Valentini raccoglie quel testimone e lo rilancia con la stessa convinzione, riaffermando che senza pensiero, senza studio e senza confronto non esiste una pubblica amministrazione capace di affrontare le sfide del proprio tempo.
Questa è anche la convinzione che anima la Fondazione Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Fin dalla sua costituzione, la Fondazione promuove un’idea di servizio pubblico fondata sull’etica costituzionale, sulla responsabilità delle istituzioni e sulla centralità della persona. Per questa ragione abbiamo sempre sentito Marco Valentini vicino al nostro percorso culturale, condividendone l’ispirazione e gli obiettivi.
Particolarmente significativa è la sua riflessione sul tempo presente. In un mondo attraversato da crisi internazionali, profonde trasformazioni sociali e crescenti incertezze, Valentini richiama il dovere di non lasciarsi assorbire esclusivamente dalla gestione dell’emergenza. Amministrare significa certamente decidere e agire, ma significa anche comprendere, studiare, interpretare il cambiamento. È la cultura istituzionale, alimentata dai principi della Costituzione, a consentire che l’azione amministrativa rimanga fedele all’interesse generale e alla tutela dei diritti dei cittadini.
Non è casuale il richiamo agli articoli 54, 97 e 98 della Costituzione. In quelle disposizioni è racchiusa l’identità del servitore dello Stato: disciplina, onore, imparzialità, buon andamento e fedeltà alla Repubblica. Sono principi che non appartengono al passato, ma rappresentano ancora oggi la bussola per chi esercita pubbliche funzioni.
L’ultimo pensiero dell’editoriale è rivolto ai giovani dirigenti prefettizi. Non vi è nostalgia nelle parole di Valentini, ma fiducia. La consapevolezza che ogni generazione ha il dovere di custodire i valori ricevuti e, nello stesso tempo, di rinnovarli con intelligenza, creatività e senso di responsabilità. È questa la vera continuità delle istituzioni: non la ripetizione del passato, ma la trasmissione di un patrimonio ideale capace di adattarsi ai tempi senza smarrire la propria identità.
Come Presidente della Fondazione Insigniti OMRI desidero esprimere a Marco Valentini la più sincera gratitudine. Gratitudine per il servizio reso allo Stato, per il contributo offerto alla crescita della cultura amministrativa italiana e per aver saputo custodire e sviluppare il patrimonio ideale e morale lasciatoci da Carlo Mosca, che appartiene non solo a quanti lo hanno conosciuto personalmente, ma a tutti coloro che credono in un’amministrazione ispirata ai valori della Costituzione.
La lezione più preziosa che entrambi ci consegnano è semplice e, al tempo stesso, impegnativa: le istituzioni si rafforzano non soltanto attraverso le riforme e le leggi, ma soprattutto grazie alla qualità morale, culturale e professionale delle donne e degli uomini chiamati a servirle.
Ci sono editoriali che accompagnano semplicemente la conclusione di un incarico. E ce ne sono altri destinati a diventare un punto di riferimento, perché riescono a trasformare un saluto in una testimonianza e un’esperienza personale in un patrimonio collettivo.
L’editoriale con cui Marco Valentini conclude la sua direzione di Amministrazione Pubblica appartiene a questa seconda categoria. Non chiude una stagione: affida a tutti noi una responsabilità, quella di continuare a coltivare la cultura delle istituzioni che Carlo Mosca ci ha insegnato a considerare parte essenziale dell’etica del servizio pubblico e che Marco Valentini ha saputo interpretare con intelligenza, autorevolezza e profondo senso dello Stato.
È un impegno che la Fondazione Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana assume come parte integrante della propria missione e che continuerà a promuovere con convinzione, nella consapevolezza che il futuro delle istituzioni dipenda, prima ancora che dalle riforme e dalle leggi, dalla qualità morale, culturale e professionale delle donne e degli uomini chiamati ogni giorno a servire lo Stato.

