Non si tratta soltanto di ridurre il numero degli incidenti, ma di affermare un principio fondamentale: ogni vittima della strada rappresenta una perdita evitabile e ogni vita salvata è il risultato di politiche efficaci, comportamenti responsabili e innovazione tecnologica.
Con questa consapevolezza, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una nuova Dichiarazione sul progresso della sicurezza stradale, riaffermando l’obiettivo di dimezzare entro il 2030 il numero delle vittime degli incidenti, in linea con il Decennio d’Azione per la Sicurezza Stradale e con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030.
La risoluzione è stata adottata con un consenso pressoché unanime: 162 voti favorevoli e un solo voto contrario, al termine del primo High-Level Meeting delle Nazioni Unite dedicato esclusivamente a questo tema.
Un segnale politico di grande rilievo che riconosce la sicurezza della mobilità come una priorità mondiale.
Ad aprire i lavori è stata la Presidente dell’Assemblea Generale dell’ONU, Annalena Baerbock, che ha richiamato dati destinati a far riflettere.
Ogni anno gli incidenti stradali provocano oltre 1,2 milioni di morti e circa 50 milioni di feriti in tutto il mondo. Numeri superiori a quelli causati direttamente da guerre, omicidi o malaria, che confermano come l’incidentalità stradale rappresenti una delle principali emergenze di salute pubblica del nostro tempo.
Dietro queste statistiche si nascondono drammi familiari, costi sociali ed economici enormi e conseguenze che incidono profondamente sullo sviluppo delle comunità.
L’Italia ha condiviso pienamente gli obiettivi della Dichiarazione, allineandosi alla posizione dell’Unione Europea e ribadendo il proprio impegno affinché la riduzione dell’incidentalità diventi un risultato concreto e duraturo.
I dati più recenti confermano segnali incoraggianti: nell’ultimo anno si è registrata una significativa diminuzione degli incidenti mortali, dei decessi e dei feriti. Un risultato che si traduce in quasi cento vite salvate e oltre mille persone ferite in meno rispetto all’anno precedente.
Sono numeri che testimoniano come le politiche pubbliche, quando accompagnate dalla responsabilità individuale e da una costante attività di prevenzione, possano produrre effetti reali. Allo stesso tempo, ricordano che il traguardo è ancora lontano e che ogni vittima continua a rappresentare una sconfitta collettiva.
La strategia italiana si fonda su tre pilastri strettamente collegati: norme più efficaci, educazione alla sicurezza e innovazione tecnologica.
Sul piano normativo, il nuovo Codice della Strada, entrato in vigore nel dicembre 2024, ha rafforzato il contrasto ai comportamenti più pericolosi alla guida, prevedendo misure più severe contro la distrazione, in particolare quella provocata dall’utilizzo dello smartphone, e nei confronti della guida in stato di alterazione dovuta all’assunzione di alcol o sostanze stupefacenti.
Parallelamente sono state introdotte disposizioni più chiare per disciplinare la micro mobilità elettrica, con particolare attenzione ai monopattini, ormai parte integrante della mobilità urbana.
Le norme, tuttavia, non bastano. La sicurezza stradale non può essere affidata esclusivamente alle sanzioni.
Per questo motivo assume un ruolo sempre più centrale l’educazione stradale, che sta entrando stabilmente nei percorsi scolastici con l’obiettivo di formare cittadini consapevoli e conducenti responsabili.
Costruire una cultura della sicurezza significa educare al rispetto delle regole, sviluppare il senso civico e promuovere comportamenti prudenti fin dall’età più giovane.
Solo una cultura diffusa della prevenzione può consolidare risultati duraturi.
Accanto alla formazione cresce il contributo dell’innovazione tecnologica. Attraverso il programma delle Smart Roads sviluppato da ANAS, l’Italia sta accelerando la digitalizzazione delle infrastrutture viarie, integrando sensori intelligenti, Big Data e sistemi di Intelligenza Artificiale capaci di monitorare il traffico in tempo reale, prevenire situazioni di rischio e migliorare la gestione della rete stradale.
Si tratta di un’evoluzione destinata a rappresentare uno dei pilastri del futuro Piano Nazionale della Sicurezza Stradale 2030, con infrastrutture sempre più connesse, intelligenti e sicure.
L’impegno italiano si inserisce inoltre in una dimensione internazionale sempre più ampia.
Il nostro Paese continua infatti a collaborare con l’Inviato Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la sicurezza stradale, Jean Todt, sostenendo la campagna globale “Make a Safety Statement”, che coinvolge oggi ottanta Paesi e oltre mille città nel mondo.
Una rete internazionale che favorisce lo scambio di buone pratiche e rafforza la cooperazione tra governi, istituzioni, imprese e società civile.
La sicurezza stradale, infatti, non conosce confini. È una responsabilità condivisa che richiede il contributo delle istituzioni, delle amministrazioni locali, delle università, del mondo della ricerca, delle imprese, delle associazioni e dei cittadini.
Solo un approccio integrato e multidisciplinare, come indicato dalle Dichiarazioni di Marrakech e di New York, può trasformare l’ambizioso obiettivo di “zero vittime” in una prospettiva concretamente raggiungibile.
L’Italia è chiamata a proseguire con determinazione su questa strada, consolidando i risultati ottenuti e investendo nella prevenzione, nella formazione e nell’innovazione. Perché ogni incidente evitato rappresenta una vittoria della collettività, ogni vita salvata rafforza il valore delle politiche pubbliche e ogni passo avanti nella sicurezza stradale significa costruire un futuro più civile, più sostenibile e più sicuro per tutti.”
La promozione della sicurezza stradale si colloca pienamente nel quadro della missione istituzionale della Fondazione Insigniti OMRI, orientata alla diffusione e al consolidamento dei principi costituzionali che riconoscono la centralità della persona, la tutela della vita e la promozione del bene comune quali valori fondamentali dell’ordinamento.
In tale prospettiva, la Fondazione ribadisce il proprio impegno a favore della cultura della sicurezza stradale, nella consapevolezza che investire in tale ambito significa contribuire alla salvaguardia della vita, al benessere dei cittadini e alla costruzione di condizioni più favorevoli per il futuro delle nuove generazioni. Essa continuerà pertanto a promuovere iniziative di approfondimento, confronto e sensibilizzazione sui temi che incidono in modo concreto sulla qualità della vita delle comunità, concorrendo alla diffusione di una società più sicura, consapevole e solidale.

