Elaborato dal prefetto Francesco Tagliente
Presidente della Fondazione Insigniti OMRI

Riconoscimento costituzionale del Canto degli Italiani

Premessa

Con il presente documento la Fondazione Insigniti OMRI intende offrire ai propri iscritti un quadro aggiornato dello stato di avanzamento dell’Atto Senato n. 1901, recante la proposta di modifica dell’articolo 12 della Costituzione per il riconoscimento costituzionale del Canto degli Italiani.

L’iniziativa parlamentare rappresenta un passaggio particolarmente significativo anche per la Fondazione, che sin dal 2024 ha promosso un’intensa attività di sensibilizzazione istituzionale attraverso lettere indirizzate ai Presidenti dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati e del Senato, incontri con parlamentari appartenenti sia alla maggioranza sia all’opposizione, convegni, studi e iniziative culturali finalizzati a richiamare l’attenzione sull’opportunità di completare il sistema dei simboli della Repubblica.

L’avvio dell’esame parlamentare costituisce quindi un importante risultato istituzionale, pur nella consapevolezza che il procedimento di revisione costituzionale è ancora in corso e richiederà ulteriori passaggi prima della definitiva approvazione.

1. Un consenso parlamentare ampio e trasversale

Il primo elemento che emerge con particolare evidenza riguarda l’ampiezza del consenso raccolto dalla proposta.

Alla data del 7 luglio 2026, l’Atto Senato n. 1901 risulta sottoscritto da 53 senatori appartenenti a otto gruppi parlamentari, configurandosi come una delle iniziative di revisione costituzionale più largamente condivise dell’attuale legislatura.

L’ampiezza e la trasversalità delle adesioni confermano come il riconoscimento costituzionale dell’Inno nazionale sia progressivamente divenuto un tema capace di unire sensibilità politiche differenti.

Ad oggi non risultano ancora sottoscrizioni da parte dei senatori del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra, che rappresentano gli unici principali gruppi parlamentari non presenti tra i firmatari.

2. La natura costituzionale della proposta

L’Atto Senato n. 1901 non è un disegno di legge ordinario. Si tratta di un disegno di legge costituzionale che propone la modifica dell’articolo 12 della Costituzione, inserendo tra i simboli della Repubblica anche il Canto degli Italiani, accanto al Tricolore.

Proprio perché interviene sui Principi fondamentali della Costituzione, il procedimento parlamentare segue un iter particolarmente rigoroso e richiede un approfondimento tecnico, storico e istituzionale di elevato livello.

3. Lo stato dell’iter parlamentare

L’iter si è sviluppato con notevole rapidità.

Le principali tappe sono:

13 maggio 2026: presentazione del disegno di legge costituzionale;
14 maggio: annuncio in Assemblea;
11 giugno: assegnazione alla 1ª Commissione permanente (Affari costituzionali) in sede referente;
17 giugno: nomina del relatore, senatore Andrea De Priamo, e avvio dell’esame;
23 giugno: prosecuzione dell’esame e decisione di svolgere un ciclo di audizioni;
30 giugno: avvio dell’esame consultivo presso la 7ª Commissione permanente (Cultura);
1° luglio: parere favorevole della 7ª Commissione;
7 luglio: svolgimento delle audizioni presso l’Ufficio di Presidenza della 1ª Commissione Affari costituzionali.

In meno di due mesi il provvedimento è passato dalla presentazione alla piena fase istruttoria parlamentare.

4. Le prime fasi dell’esame parlamentare

Nella seduta del 17 giugno la Commissione Affari costituzionali ha nominato relatore il senatore Andrea De Priamo e ha formalmente avviato l’esame del disegno di legge.

Il 23 giugno la Commissione ha affrontato l’organizzazione della fase istruttoria, condividendo la proposta di svolgere un breve ciclo di audizioni prima dell’apertura della fase emendativa.

Successivamente, il 7 luglio, la fase istruttoria è entrata nel vivo con l’audizione di autorevoli personalità del mondo delle istituzioni, del diritto costituzionale e della storiografia.

Si tratta di un percorso del tutto coerente con la natura costituzionale della proposta e con l’esigenza di assicurare un esame approfondito prima delle decisioni definitive.

5. Le audizioni: un approfondimento qualificato

Nel corso della seduta del 23 giugno i Gruppi di opposizione hanno richiesto lo svolgimento di un breve ciclo di audizioni.

Il senatore Dario Parrini ha precisato espressamente che tale richiesta non aveva alcuna finalità dilatoria, ma nasceva esclusivamente dalla volontà di approfondire una proposta destinata a incidere sui Principi fondamentali della Costituzione.

Il presidente della Commissione, senatore Andrea De Priamo, ha accolto la richiesta proponendo un ciclo limitato di audizioni, ripartito tra indicazioni della maggioranza e dell’opposizione.

Le audizioni si sono svolte il 7 luglio 2026 con la partecipazione dell’onorevole Luciano Violante, del professor Gianni Oliva, della professoressa Ines Ciolli, del professor Alberto Mario Banti e del professor Marco Mondini.

La qualità e il profilo dei soggetti ascoltati confermano la volontà della Commissione di acquisire contributi scientifici e istituzionali di elevato livello prima della prosecuzione dell’esame.

6. Il contributo della Commissione Cultura

Parallelamente all’esame della Commissione Affari costituzionali, anche la 7ª Commissione permanente (Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica) è stata chiamata a esprimere il proprio parere.

Nella seduta del 30 giugno 2026 la relatrice, senatrice Paola Fallucchi, ha illustrato il provvedimento sottolineando come esso miri a ricondurre il Tricolore e il Canto degli Italiani al medesimo livello di riconoscimento costituzionale, completando così il sistema dei simboli della Repubblica.

Il giorno successivo, 1° luglio, la Commissione ha espresso parere favorevole, consentendo il regolare proseguimento dell’iter presso la Commissione Affari costituzionali.

7. Un confronto costruttivo sul testo

Particolarmente significativo è il clima nel quale si è svolto il dibattito parlamentare.

Nel corso dell’esame presso la Commissione Cultura non sono emerse obiezioni di principio al riconoscimento costituzionale dell’Inno nazionale.

Le osservazioni formulate hanno riguardato prevalentemente aspetti di tecnica legislativa.

Nel corso del dibattito la prima firmataria del provvedimento, senatrice Susanna Donatella Campione, ha annunciato la predisposizione di una proposta emendativa condivisa anche con esponenti del Partito Democratico, finalizzata a modificare la tecnica normativa senza incidere sul contenuto della riforma.

L’orientamento è quello di non sostituire integralmente l’articolo 12 della Costituzione, ma di aggiungere un secondo comma dedicato al riconoscimento dell’Inno nazionale, lasciando immutato il primo comma relativo alla bandiera della Repubblica.

Si tratta di un’evoluzione significativa, che testimonia la ricerca di un consenso il più possibile ampio anche sulla formulazione tecnica della disposizione costituzionale.

8. La fase emendativa

Alla data del 7 luglio non risultano ancora conclusi i termini per la presentazione degli emendamenti.

Ciò dipende dalla scelta della Commissione di acquisire preventivamente i contributi delle audizioni prima di aprire la fase emendativa.

L’iter parlamentare continua pertanto secondo una scansione ordinata: approfondimento tecnico, esame degli emendamenti e successiva definizione del testo da sottoporre all’Assemblea.

9. Il significato istituzionale dell’iter

L’esame parlamentare dell’Atto Senato n. 1901 presenta caratteristiche di particolare rilievo.

L’ampia convergenza registrata tra maggioranza e opposizione nella sottoscrizione della proposta trova oggi corrispondenza anche nel metodo di lavoro seguito dalle Commissioni parlamentari.

La scelta condivisa di procedere mediante audizioni, approfondimenti tecnico-scientifici e confronto sulle soluzioni normative dimostra la volontà del Parlamento di affrontare la proposta con il livello di attenzione richiesto da una modifica dei Principi fondamentali della Costituzione.

Il dibattito sinora sviluppatosi appare orientato non alla contrapposizione politica, ma alla ricerca della soluzione normativa più condivisa.

10. Prospettive

Per la Fondazione Insigniti OMRI lo stato di avanzamento dell’Atto Senato n. 1901 rappresenta motivo di particolare soddisfazione istituzionale.

La Fondazione continuerà ad accompagnare questo percorso con lo stesso spirito che ne ha ispirato l’azione fin dall’origine: favorire il dialogo tra le istituzioni, promuovere la conoscenza del valore storico e costituzionale del Canto degli Italiani e contribuire, con spirito di servizio e nel pieno rispetto dell’autonomia del Parlamento, alla diffusione di una cultura condivisa dei simboli della Repubblica.

Alla data del 7 luglio 2026 il procedimento parlamentare ha completato una significativa fase istruttoria: è stato acquisito il parere favorevole della Commissione Cultura ed è stato svolto il ciclo di audizioni disposto dalla Commissione Affari costituzionali.

Il successivo passaggio sarà rappresentato dall’esame degli emendamenti e dalla ripresa dei lavori della Commissione referente, che accompagnerà il provvedimento verso l’approdo in Assemblea.

Lo stato dell’iter conferma che la proposta di riconoscimento costituzionale del Canto degli Italiani è ormai stabilmente inserita nell’agenda parlamentare ed è oggetto di un esame caratterizzato da approfondimento, dialogo istituzionale e ricerca del più ampio consenso possibile, elementi che costituiscono la migliore garanzia per una riforma destinata a incidere sui simboli fondamentali della Repubblica.