Riconoscimento costituzionale del Canto degli Italiani

Premessa
Con il presente documento la Fondazione Insigniti OMRI intende offrire ai propri iscritti un quadro aggiornato dello stato di avanzamento dell’Atto Senato n. 1901, recante la proposta di modifica dell’articolo 12 della Costituzione per il riconoscimento costituzionale del Canto degli Italiani.
L’iniziativa parlamentare rappresenta un passaggio particolarmente significativo anche per la Fondazione, che sin dal 2024 ha promosso un’intensa attività di sensibilizzazione istituzionale anche attraverso lettere indirizzate ai Presidenti dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati e del Senato, incontri con parlamentari appartenenti a maggioranza e opposizione, convegni, studi e iniziative culturali finalizzati a richiamare l’attenzione sull’opportunità di completare il sistema dei simboli della Repubblica.
L’avvio dell’esame parlamentare costituisce quindi un importante risultato istituzionale, pur nella consapevolezza che il percorso costituzionale è ancora in corso e richiederà ulteriori passaggi.

1. Un consenso parlamentare ampio e trasversale
Il primo elemento che emerge con particolare evidenza riguarda l’ampiezza del consenso raccolto dalla proposta.
Alla data del 1° luglio 2026, l’Atto Senato n. 1901 risulta sottoscritto da 53 senatori appartenenti a otto gruppi parlamentari, configurandosi come una delle iniziative di revisione costituzionale più largamente condivise dell’attuale legislatura.
La distribuzione delle firme è la seguente: Fratelli d’Italia: 28 firme (52,8%) prima firmataria la Senatrice Susanna Donatella Campione; Partito Democratico: 7 firme (13,2%); Lega: 7 firme (13,2%); Forza Italia: 7 firme (13,2%); Italia Viva: 3 firme (5,7%); Civici d’Italia – UDC – Noi Moderati: 3 firme (5,7%); Autonomie: 2 firme (3,8%); Gruppo Misto – Azione: 1 firma (1,9%).
L’ampiezza e la trasversalità delle adesioni confermano come il riconoscimento costituzionale dell’Inno nazionale sia progressivamente divenuto un tema capace di unire sensibilità politiche differenti.
Ad oggi non risultano ancora sottoscrizioni da parte dei senatori del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra, che rappresentano gli unici principali gruppi parlamentari non ancora presenti tra i firmatari.

2. La natura costituzionale della proposta
L’Atto Senato n. 1901 non è un disegno di legge ordinario. Si tratta di un disegno di legge costituzionale che propone la modifica dell’articolo 12 della Costituzione, inserendo tra i simboli della Repubblica anche il Canto degli Italiani, accanto al Tricolore.
Proprio perché interviene sui Principi fondamentali della Costituzione, il procedimento parlamentare segue un iter particolarmente rigoroso e richiede un approfondimento tecnico e istituzionale di elevato livello.

3. Lo stato dell’iter parlamentare
L’iter si è sviluppato con tempi particolarmente rapidi. Le principali tappe sono: 13 maggio 2026: presentazione del disegno di legge costituzionale; 14 maggio: annuncio in Assemblea; 11 giugno: assegnazione alla 1ª Commissione permanente (Affari Costituzionali) in sede referente; 17 giugno: nomina del relatore, senatore Andrea De Priamo e apertura dell’esame in Commissione; 23 giugno: prosecuzione dell’esame.
In poco più di un mese la proposta è passata dalla presentazione all’effettivo avvio dell’esame parlamentare.

4. Le prime sedute della Commissione
Fino al 1° luglio risultano svolte due sedute dedicate al provvedimento.
Nella seduta del 17 giugno la Commissione ha nominato relatore il senatore Andrea De Priamo e ha formalmente avviato l’esame del disegno di legge.
Nella seduta del 23 giugno la Commissione ha affrontato l’organizzazione della fase istruttoria.
Si tratta di un elemento importante perché conferma che il procedimento è pienamente incardinato e segue il normale percorso previsto per le revisioni costituzionali.

5. Perché sono state previste le audizioni
Nel corso della seduta del 23 giugno i Gruppi di opposizione hanno richiesto lo svolgimento di un breve ciclo di audizioni.
Il senatore Dario Parrini ha precisato espressamente che tale richiesta non aveva alcuna finalità dilatoria, ma nasceva esclusivamente dalla volontà di approfondire una proposta destinata ad incidere sui Principi fondamentali della Costituzione.
Il presidente della Commissione, senatore Andrea De Priamo, ha accolto la richiesta proponendo un ciclo limitato di audizioni, con quattro indicazioni per i gruppi di maggioranza e quattro per quelli di opposizione.
La Commissione ha condiviso tale impostazione senza votazioni contrastate.

6. Nessun emendamento è stato ancora presentato
Un dato particolarmente significativo riguarda la fase emendativa. Alla data del 1° luglio non risultano ancora presentati emendamenti.
Ciò non dipende da contrasti politici sulla proposta, ma esclusivamente dalla decisione della Commissione di rinviare il termine per la loro presentazione dopo lo svolgimento delle audizioni.
L’iter parlamentare prosegue quindi secondo una scansione ordinata: prima l’approfondimento tecnico e culturale, successivamente la fase emendativa.

7. Il significato istituzionale dell’iter
L’esame parlamentare dell’Atto Senato n. 1901 presenta caratteristiche di particolare rilievo.
La larga convergenza tra maggioranza e opposizione nella sottoscrizione del provvedimento trova oggi un corrispondente metodo di lavoro anche nella Commissione Affari Costituzionali.
La scelta condivisa di procedere attraverso audizioni e approfondimenti dimostra infatti la volontà del Parlamento di affrontare la proposta con il livello di attenzione richiesto da una modifica costituzionale.
Non si tratta quindi di un rallentamento dell’iniziativa, bensì dell’avvio di una fase istruttoria qualificata, orientata ad acquisire contributi tecnici e istituzionali prima dell’esame degli emendamenti.

8. Prospettive
Per la Fondazione Insigniti OMRI, lo stato di avanzamento dell’Atto Senato n. 1901 rappresenta motivo di particolare attenzione e soddisfazione istituzionale.
La Fondazione continuerà ad accompagnare questo percorso con lo stesso spirito che ne ha ispirato l’azione fin dall’origine: favorire il dialogo tra le istituzioni, promuovere la conoscenza del valore storico e costituzionale del Canto degli Italiani e contribuire, con spirito di servizio e nel pieno rispetto dell’autonomia del Parlamento, alla diffusione di una cultura condivisa dei simboli della Repubblica.
Nella consapevolezza che ogni modifica costituzionale richiede tempi, approfondimenti e un ampio consenso, la Fondazione guarda con fiducia al prosieguo dell’iter parlamentare.
Allo stato degli atti, il dato istituzionale più significativo è che una proposta volta a completare il sistema dei simboli della Repubblica è ormai entrata a pieno titolo nell’agenda parlamentare ed è oggetto di un esame condotto secondo un metodo fondato sul dialogo, sull’approfondimento e sulla ricerca della più ampia condivisione possibile.