Il presidente della Fondazione Insigniti OMRI: «Anche senza la citazione degli autori, l’importante è che la Costituzione ne riconosca la dignità: “Il Canto degli Italiani” è diventato un canto di popolo, espressione dell’identità e delle radici della Nazione».
Con un’intervista pubblicata il 16 ottobre, la Repubblica torna sul tema del riconoscimento costituzionale dell’inno nazionale, dando spazio alle considerazioni del prefetto Francesco Tagliente, presidente della Fondazione Insigniti OMRI.
Il confronto parlamentare riguarda la proposta di inserire nell’articolo 12 della Costituzione il riconoscimento dell’inno nazionale attraverso il suo titolo, «Il Canto degli Italiani», con una formulazione essenziale: «L’inno nazionale della Repubblica è il “Canto degli Italiani”».
Come ha sottolineato Tagliente, «la proposta si armonizza con la necessaria sobrietà del testo costituzionale e supera, soprattutto, il divario fra il testo poetico di Goffredo Mameli e lo spartito di Michele Novaro, tra loro non coincidenti».
La questione non è dunque la citazione degli autori nella Carta costituzionale, il cui contributo storico resta parte della memoria nazionale, ma il riconoscimento pieno di un simbolo che, dalle origini risorgimentali, è entrato nella coscienza collettiva, diventando patrimonio condiviso degli italiani, al di là delle appartenenze politiche.
Leggi l’intervista su la Repubblica.
https://roma.repubblica.it/cronaca/2026/10/16/news/inno_di_mameli_insigniti_omri_tagliente_serve_riconoscimento_costituzionale-425653438/

«Il Canto degli Italiani»: la Repubblica riprende il tema del riconoscimento costituzionale con un’intervista al prefetto Francesco Tagliente