Una giornata di partecipazione, collaborazione istituzionale e formazione civica. Nell’intervista al presidente della Fondazione Insigniti OMRI, il valore di una squadra che ha lavorato insieme al servizio della Repubblica.
Il Corriere dello Sport dedica un servizio all’iniziativa «80 – L’Alba della Repubblica», svoltasi il 2 ottobre a Roma, con la partecipazione di circa quattromila studenti provenienti da 41 scuole.
Nell’intervista, il presidente della Fondazione Insigniti OMRI, Prefetto Francesco Tagliente, ripercorre il significato della giornata e sottolinea il valore della collaborazione tra la Fondazione, la Questura di Roma, il mondo dell’istruzione, le istituzioni e le numerose professionalità che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento.
«La collaborazione tra la Fondazione Insigniti OMRI, la Questura di Roma, il mondo dell’istruzione, le istituzioni e tante professionalità diverse ha trasformato una manifestazione in un’esperienza collettiva al servizio della Repubblica», afferma Tagliente.
Il racconto restituisce le immagini più significative della giornata: il silenzio davanti al Milite Ignoto, all’Altare della Patria; migliaia di giovani riuniti al Circo Massimo; il Canto degli Italiani intonato insieme; i berrettini bianchi levati verso il cielo e il Tricolore arrivato dall’alto.
Un risultato reso possibile da una squadra ampia e articolata, nella quale ogni contributo ha avuto la propria importanza. Il presidente della Fondazione riconosce, in particolare, il ruolo del Questore di Roma Roberto Massucci, sottolineandone «la straordinaria capacità di coinvolgere, mettere in relazione persone e istituzioni e portare un progetto là dove, forse, nessuno avrebbe immaginato di poterlo portare», in un lavoro di squadra al quale, per la Polizia di Stato, hanno contribuito anche l’Ufficio Comunicazione istituzionale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, diretto da Domenico Cerbone.
Il significato più profondo dell’iniziativa, tuttavia, va oltre l’organizzazione di un grande evento. È nella partecipazione dei ragazzi, chiamati non soltanto ad assistere a una celebrazione, ma a viverla da protagonisti, che si riconosce il valore educativo dell’esperienza.
Perché la memoria della Repubblica diventi consapevolezza, e la consapevolezza si traduca in responsabilità, occorre coinvolgere le nuove generazioni e offrire loro occasioni concrete per conoscere e vivere i valori costituzionali e i simboli della nostra comunità nazionale.
La giornata del 2 ottobre ha mostrato che, quando persone e istituzioni mettono in comune competenze, disponibilità ed energie, un progetto condiviso può trasformarsi in un’esperienza capace di lasciare un’eredità.
Leggi il servizio completo sul Corriere dello Sport:
Quattromila ragazzi al Circo Massimo: l’eredità del 2 ottobre https://www.corrieredellosport.it/news/altre-notizie/2026/10/09-151753663/quattromila_ragazzi_al_circo_massimo_l_eredit_del_2_ottobre
