La notizia della scomparsa di Armando Varini mi addolora profondamente e, con me, addolora tutta la Fondazione Insigniti OMRI.
Armando non è stato soltanto un Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e un membro della nostra Fondazione. È stato uno dei suoi cofondatori, uno di quegli uomini che, fin dall’inizio, hanno creduto nella possibilità di costruire un luogo nel quale mettere a disposizione della comunità esperienze, valori e responsabilità maturate nel corso della propria vita.
La sua è stata una storia di impegno, determinazione e partecipazione. Nato a Correggio nel 1945, dopo gli studi si trasferì a Milano, dove intraprese la propria attività professionale e ricoprì anche l’incarico di consigliere nazionale dell’Associazione Nazionale Titolari di Laboratori Odontotecnici. Nel 2007 scelse Pisa come città nella quale vivere e impegnarsi. Qui divenne presidente della sezione provinciale dell’Ente Nazionale Sordi, incarico che ricoprì fino al 2015. Nel 2009 gli fu conferita l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Ma c’è un’altra dimensione della sua vita che forse più di ogni altra racconta chi era Armando: lo sport. È stato un atleta vero, capace di trasformare la passione in disciplina, la disciplina in risultati e i risultati in un messaggio rivolto agli altri. Nel tennis fu campione italiano di doppio maschile della Federazione Italiana Sport Sordi nel 1991. Nella canoa conquistò numerosi titoli italiani Master, continuando a gareggiare anche quando avrebbe potuto considerare conclusa la propria stagione agonistica.
Era non udente dalla nascita, ma non ha mai consentito che questa condizione definisse i confini della sua vita. Al contrario, attraverso lo sport, l’impegno associativo e la partecipazione sociale, ha trasformato la propria esperienza in un’occasione per costruire relazioni, abbattere barriere e promuovere inclusione.
Per Armando lo sport non era soltanto competizione. Era incontro, amicizia, collaborazione, crescita. E soprattutto era uno strumento attraverso il quale offrire ai giovani occasioni reali di confronto e di partecipazione, alternative all’isolamento e alla dimensione soltanto virtuale.
Forse proprio qui si trova una delle chiavi per comprendere la sua personalità. Armando conosceva il valore della solidarietà perché aveva imparato a praticarla. Non amava soltanto parlarne: la traduceva in gesti concreti.
Nel 2024, ad esempio, destinò una propria donazione all’acquisto di un defibrillatore per il progetto di rigenerazione sociale dei Cappuccini di Pisa, accompagnando quella donazione con un’iniziativa di formazione gratuita sul primo soccorso.
E poi c’è quel gesto che oggi, ricordandolo, assume un significato ancora più forte.Il 9 febbraio 2025, nel giorno del suo ottantesimo compleanno, Armando volle condividere la propria festa con gli altri, facendosi carico del pranzo per tutti i partecipanti a un incontro promosso dalla Fondazione Insigniti OMRI e dalla Scuola Superiore Sant’Anna.
Non volle semplicemente festeggiare il proprio compleanno. Scelse di trasformarlo in un’occasione per fare qualcosa per gli altri.
Un gesto semplice, quasi naturale per lui, ma profondamente coerente con il suo modo di vivere.Ed è anche per questo che la sua presenza nella Fondazione non è stata casuale.
Armando aveva compreso lo spirito con cui l’avevamo immaginata: mettere insieme persone che hanno ricevuto dalla Repubblica un riconoscimento e che sentono, proprio per questo, il dovere di restituire qualcosa alla comunità.La sua partecipazione è stata una testimonianza concreta di questo principio.
Oggi che Armando non è più con noi, sentiamo ancora più forte il valore della sua presenza tra i fondatori della nostra Fondazione.Ci lascia il ricordo di un uomo determinato e generoso, capace di affrontare le difficoltà senza trasformarle in un alibi e, soprattutto, capace di guardare sempre agli altri.
Credo che sia questo il modo più giusto per salutarlo: non ricordando soltanto ciò che ha conquistato per sé, ma ciò che, attraverso la sua vita, ha saputo lasciare agli altri.
Caro Armando, grazie per aver camminato con noi.La Fondazione conserverà con gratitudine il ricordo di uno dei suoi fondatori e, soprattutto, di un uomo che ha saputo fare della propria vita una testimonianza concreta di dignità, inclusione e solidarietà. Riposa in pace.
Prefetto Francesco Tagliente
Presidente della Fondazione Insigniti OMRI
