La Fondazione Insigniti OMRI propone una nuova riflessione di Costantino Del Riccio, presidente del Comitato consultivo della Fondazione Insigniti OMRI per la Comunicazione istituzionale, dedicata al viaggio apostolico di Papa Leone XIV in Uruguay, Argentina e Perù.
Un itinerario che assume un significato particolare perché riporta il Pontefice in luoghi legati alla sua esperienza missionaria e pastorale, ripercorrendo una parte importante della sua storia personale e del suo rapporto con le comunità latinoamericane.
Nel suo contributo, Del Riccio approfondisce le sfide che attendono la Chiesa in un continente caratterizzato da realtà sociali, culturali e religiose differenti.
Dalla memoria di Papa Francesco all’attenzione per il mondo del lavoro, dalle periferie urbane ai popoli amazzonici, emerge il tema centrale dell’ascolto come condizione essenziale per una Chiesa capace di dialogare con la società, accompagnare le persone e difendere la dignità umana.
Un’analisi che invita a guardare oltre il significato simbolico del viaggio, interrogandosi sulla capacità di trasformare le parole e gli incontri in responsabilità, partecipazione e impegni concreti.
Ecco il testo del contributo di Costantino Del Riccio
Leone XIV in America Latina: la Chiesa alla prova dell’ascolto.
A Chiclayo, Leone XIV ritroverà una comunità di cui è stato pastore. Robert Francis Prevost vi giunse nel novembre 2014 come amministratore apostolico; l’anno successivo divenne vescovo della diocesi e ottenne la cittadinanza peruviana. La sua esperienza missionaria era cominciata nel 1985, a Chulucanas.
Il viaggio apostolico in Uruguay, Argentina e Perù, dal 6 al 17 novembre, si intreccia con la sua biografia. Per comprenderne il significato per la Chiesa, occorre andare oltre i luoghi conosciuti.
Tornare da Papa significa assumere una responsabilità diversa. Anche le comunità più familiari vanno ascoltate senza presumere di comprenderne le attese. L’esperienza missionaria insegna che annunciare il Vangelo richiede di conoscere la vita delle persone e comprenderne le sofferenze. La memoria può aiutare a ritrovare un legame, ma lasciando spazio a ciò che le persone vivono.
Il viaggio toccherà Paesi con storie e tradizioni religiose diverse.
In Uruguay, la Chiesa si confronta con una società di forte tradizione laica. In Argentina sarà presente la memoria di Francesco. In Perù, Leone ritroverà le comunità del suo ministero e incontrerà i popoli amazzonici. Ogni tappa porterà domande diverse, che richiedono attenzione e risposte legate alla realtà locale. Anche all’interno dello stesso Paese, infatti, la fede viene vissuta in modi differenti.
In Uruguay, la visita a Casavalle, quartiere popolare di Montevideo, e l’incontro con il mondo dell’educazione rendono concreto un interrogativo: come contribuire alla vita comune dove il linguaggio cristiano non è condiviso da tutti? La credibilità della Chiesa passa dalla qualità della presenza. Accompagnare una famiglia o sostenere un progetto educativo è un modo concreto di vivere la fede nella quotidianità di un quartiere. Dialogare significa esprimere con chiarezza le proprie convinzioni e rispettare la libertà degli altri. La testimonianza acquista autorevolezza quando sa spiegare le proprie ragioni e riconoscere il valore di esperienze nate fuori dall’ambito ecclesiale.
In Argentina, il ricordo di Jorge Mario Bergoglio accompagnerà inevitabilmente il successore. L’attenzione pubblica cercherà continuità e differenze tra i due Pontefici. L’eredità di Francesco andrà cercata anche nella vita delle parrocchie, nella preparazione dei sacerdoti e nelle responsabilità affidate ai laici. La sua memoria potrà aiutare le comunità a comprendere come servire meglio le persone. Perderebbe invece forza se diventasse motivo di divisione.
Il programma comprende la visita al Cottolengo di Claypole, l’incontro con il mondo del lavoro e quello nel carcere federale di Buenos Aires. Senza anticipare le parole del Pontefice, queste tappe richiamano l’attenzione sulle condizioni di chi ha bisogno di cure, cerca un lavoro dignitoso o sconta una pena. Il rispetto della persona si misura anche nel modo in cui vengono trattati quanti hanno meno possibilità di far sentire la propria voce.
Il 10 maggio 2025, spiegando ai cardinali la scelta del nome, Leone XIV richiamò Leone XIII e la Rerum novarum, collegando l’insegnamento sociale della Chiesa ai cambiamenti del lavoro e alle sfide dell’intelligenza artificiale. Quel richiamo aiuta a leggere anche gli incontri latinoamericani: il cambiamento economico va valutato per i suoi effetti sulla vita delle persone, soprattutto di quelle che ne subiscono le conseguenze più difficili.
La Chiesa può dare voce alle loro esigenze nel dibattito pubblico, senza pretendere di avere una soluzione tecnica per ogni problema.
Dialogare con le autorità civili fa parte di questo impegno, ma non significa approvare le scelte dei governi. Per conservare la propria autonomia, la Chiesa deve usare lo stesso metro di giudizio nei rapporti con ogni potere politico. La difesa delle persone più vulnerabili deve restare ferma, qualunque sia il governo con cui si confronta. Solo così potrà collaborare per il bene comune senza lasciarsi coinvolgere nelle contrapposizioni di parte.
In Perù, le tappe di Cusco e Pucallpa daranno spazio a temi che vanno oltre i ricordi personali del Pontefice. Le manifestazioni della devozione popolare mostreranno come la fede si intrecci con la cultura. Nell’Evangelii gaudium, papa Francesco riconosce il valore di una fede trasmessa anche attraverso pellegrinaggi e preghiere. La Chiesa è chiamata a comprendere e accompagnare queste pratiche, aiutando le persone a viverle con consapevolezza. Le tradizioni possono così alimentare la vita cristiana, senza diventare gesti ripetuti soltanto per abitudine.
L’incontro con i popoli amazzonici richiamerà il legame, illustrato da Francesco in Querida Amazonia (Cara Amazzonia), tra la difesa dell’ambiente e i diritti di chi lo abita. Queste comunità devono poter partecipare alle decisioni sul proprio futuro. Ascoltarle significa riconoscere la loro conoscenza del territorio e prendere sul serio ciò che chiedono anche alla Chiesa. L’annuncio cristiano deve accompagnarsi al rispetto delle culture e alla difesa di condizioni di vita dignitose.
La partecipazione deve trovare spazio anche nella vita della Chiesa. Valorizzare l’esperienza delle donne e ascoltare le domande dei giovani richiede la disponibilità a rivedere abitudini e modi di operare. Condividere le responsabilità significa permettere alle persone di contribuire alle scelte e vedere che il loro parere conta. Se questo non accade, l’ascolto rischia di restare una promessa senza conseguenze.
Dopo la partenza del Papa, il lavoro continuerà nelle Chiese locali. Sarà necessario restare in contatto con le persone incontrate e coinvolte nella realizzazione degli impegni presi. I frutti del viaggio si vedranno: nella capacità di una comunità di cambiare un’abitudine, aiutare chi è stato trascurato o dare spazio a chi non ha mai avuto voce.
Costantino Del Riccio

Leone XIV in America Latina: il valore dell’ascolto e la responsabilità della Chiesa