Il quotidiano “La Provincia di Civitavecchia” oggi in edicola, 12 settembre 2026, pubblica la notizia del convegno dedicato alla Força Expedicionária Brasileira (FEB) e al ruolo dei militari brasiliani nella campagna di Liberazione italiana, svoltosi ieri presso il Forte Michelangelo di Civitavecchia, al quale sono stato invitato a partecipare e sono intervenuto nella veste di Presidente della Fondazione Insigniti OMRI.

Il convegno, organizzato da http://Civonline.it – La Provincia con l’Ambasciata del Brasile – Ufficio dell’Addetto Difesa e The Allies Museum, ha visto tra i relatori il colonnello Rodrigo Coutinho Ferreira, il professor Emanuele Sica, il professor Giorgio de Marchis e il maresciallo Leandro Marcos Mourao de Oliveira, con i saluti del prefetto Francesco Tagliente e del Direttore marittimo del Lazio, capitano di vascello Cosimo Nicastro.

Di seguito la sintesi del testo del mio intervento:

Dopo i rituali ringraziamenti agli organizzatori e, in particolare, al giornalista Fabio Marucci per aver promosso questa iniziativa e per avermi invitato a portare il mio contributo, e un saluto ai relatori e a tutti i presenti, ho sottolineato di aver accolto con particolare interesse l’invito per tre ragioni.

Come cittadino e figlio di un militare che ha partecipato a quattro campagne di guerra e che, dopo l’8 settembre 1943, fu deportato per due anni nei campi di prigionia nazisti in Germania, sento in modo particolare il dovere della memoria, perché dietro le grandi vicende ci sono uomini, famiglie e sofferenze.

Come già Prefetto di Pisa, ho ricordato la commemorazione del 76° anniversario della FEB a Castelfranco di Sotto e la “Marginetta” di Staffoli, il piccolo monumento realizzato dagli stessi soldati brasiliani, testimonianza del loro legame con la popolazione civile, così come il riconoscimento conferito dal Brasile alla città di Pisa.

Infine come Presidente della Fondazione Insigniti OMRI, che ha tra le sue finalità la valorizzazione delle ritualità civili, dei simboli della Repubblica e dei valori della Costituzione. La memoria, se ben coltivata, diventa educazione civile.

Ho ricordato che circa 25.000 militari brasiliani vennero da lontano per combattere per la nostra libertà: alcuni tornarono, altri lasciarono la vita sulla nostra terra. Non è solo una pagina di storia militare del Brasile, ma parte della storia d’Italia. La FEB contribuì a restituirci la libertà, gli italiani scelsero la Repubblica e la Repubblica trovò nella Costituzione il suo fondamento. La libertà non è stata un regalo.

Concludendo che, a 80 anni di distanza, ricordare quei 25.000 uomini significa dire loro semplicemente: non vi abbiamo dimenticato.