A 88 anni dalla firma delle leggi razziali a San Rossore, la memoria torna a essere strumento di conoscenza, consapevolezza e responsabilità.
È questo il significato dell’incontro “Il Dovere della Memoria”, in programma venerdì alle ore 16 alla Domus Mazziniana di Pisa, dedicato a una delle pagine più drammatiche della storia italiana e alle conseguenze che la legislazione razziale ebbe sulla vita di migliaia di persone.
L’iniziativa, promossa insieme al Comitato provinciale di Pisa della Fondazione Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, intreccia testimonianze, teatro e musica per restituire concretezza alle storie di quanti furono colpiti dalla persecuzione.
Tra gli interventi e le testimonianze, anche la ricostruzione della vicenda di Annick Emdin, attraverso il video del monologo interpretato da Francesco Pelosi, e la lettura di brani tratti dalle testimonianze di figure come Primo Levi, Giorgio Bassani, Elio Toaff e Nattoli Emdin.
Un appuntamento che non guarda soltanto al passato, ma interroga il presente. Perché ricordare il 5 settembre 1938 significa comprendere come una discriminazione possa diventare legge dello Stato, trasformarsi in esclusione e colpire persone, famiglie, studenti e cittadini.
È proprio nella trasmissione della memoria alle nuove generazioni che il “Dovere della Memoria” trova il suo significato più profondo: conoscere ciò che è accaduto per riconoscere, ancora oggi, i segnali che possono mettere in pericolo la dignità e i diritti di ogni persona.