La Fondazione Insigniti OMRI esprime profondo cordoglio per la scomparsa del Cavaliere Giovanni Roberti, insignito dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e membro della Fondazione, che ha dedicato una parte importante della propria vita al servizio dello Stato e della Polizia di Stato.

Per decenni ha prestato servizio nella Questura di Roma, maturando una lunga e significativa esperienza nella Sala Operativa, un luogo nel quale professionalità, prontezza decisionale, equilibrio e senso di responsabilità sono qualità indispensabili. Un’esperienza che ha segnato profondamente il suo percorso professionale e che Giovanni ha continuato a coltivare anche dopo il pensionamento, mantenendo vivo il rapporto con i colleghi e con quella particolare comunità professionale.

Nel corso della sua carriera aveva dato prova concreta di coraggio e senso del dovere. Nel 2002, a Roma, intervenne in una situazione di grave pericolo: un uomo si era barricato in un appartamento minacciando di far esplodere una bombola di gas. Dopo una lunga trattativa, Giovanni Roberti riuscì a immobilizzarlo, evitando conseguenze più gravi. Per quell’intervento gli fu conferito un attestato di pubblica benemerenza al merito civile.

Alla sua esperienza nella Polizia di Stato aveva affiancato una particolare attenzione per la storia e la memoria dell’Istituzione. È stato Consigliere nazionale dell’Associazione Giovanni Palatucci, partecipando alle attività culturali dell’Associazione e a iniziative dedicate alla figura di Palatucci, il funzionario di Polizia riconosciuto da Yad Vashem come Giusto tra le Nazioni.

Per Roberti la memoria non era soltanto un modo per guardare al passato, ma uno strumento per trasmettere valori. Per questo aveva partecipato a iniziative culturali e incontri rivolti soprattutto ai giovani, contribuendo a far conoscere la figura di Palatucci e i valori etici e civili legati alla sua testimonianza.

Accanto alla dimensione professionale e istituzionale, Giovanni era una persona curiosa, vivace, capace di coltivare interessi diversi e di entrare in relazione con mondi differenti. Questa sua naturale curiosità lo aveva portato, negli anni, anche nel mondo della comunicazione e della televisione. Come “Tuttologo Dottor Gio’” aveva continuato a essere protagonista di trasmissioni e iniziative televisive, anche su Lazio TV, mettendo a disposizione la sua capacità di dialogare con le persone, la sua ironia e quella inesauribile curiosità che lo portava ad appassionarsi a temi e realtà diverse.

Questa ricchezza di interessi si ritrovava anche nel suo rapporto con la Fondazione Insigniti OMRI, della quale era membro e alla cui attività partecipava con convinzione.

Tra le occasioni più recenti di partecipazione alla vita della Fondazione vi è stata quella del 22 giugno 2026, quando Giovanni Roberti prese parte, insieme alla delegazione della Fondazione, al convegno organizzato nella Sala Koch del Senato della Repubblica sul riconoscimento della dignità costituzionale del Canto degli Italiani.

Anche quella presenza assume oggi un significato particolare. Giovanni, uomo della Polizia di Stato e attento custode della memoria dell’Istituzione, aveva scelto di essere presente a un’iniziativa dedicata ai simboli della Repubblica e ai valori costituzionali che essi rappresentano.

La sua partecipazione alla Fondazione era quindi pienamente coerente con il percorso di una vita vissuta nel segno del servizio, della memoria, della cultura e dell’impegno civile.

C’è, infine, un ricordo personale che sento il bisogno di affidare a queste parole.

Mercoledì 5 agosto sono andato a trovare Giovanni all’Ospedale San Filippo Neri. Aveva una voce flebile, ma era lucidissimo. Ci siamo ritrovati a parlare a lungo e, quasi naturalmente, la conversazione è tornata agli anni in cui avevamo lavorato insieme nella Sala Operativa della Questura di Roma.

Mi ha colpito la precisione con cui ricordava episodi, situazioni e persino dettagli delle tante notti trascorse insieme. Ricordava che, intorno alle tre o alle quattro del mattino, quando il carico di lavoro diminuiva, riuscivamo a ritagliarci qualche momento per confrontarci e approfondire questioni professionali.

Parlavamo soprattutto della pratica di polizia giudiziaria e delle nuove norme processuali. Il lavoro in Sala Operativa richiedeva infatti una preparazione che andava ben oltre la semplice capacità di ricevere e smistare le richieste di intervento. Gli operatori dovevano possedere conoscenze di diritto penale e processuale, ma anche sensibilità e competenze di carattere civile, psicologico e sociologico.

In tempo reale, dalla Sala Operativa, occorreva fornire indicazioni e direttive agli equipaggi delle Volanti impegnati nel pronto intervento. Ogni situazione poteva presentare profili diversi e richiedere decisioni immediate, corrette sotto il profilo operativo e rispettose delle procedure.

Giovanni ricordava proprio quelle conversazioni notturne come momenti di aggiornamento e di confronto. Nei momenti di relativa calma tenevamo delle vere e proprie conversazioni tematiche con gli operatori della Sala Operativa, affrontando le procedure da seguire e le modalità con cui coordinare gli interventi delle Volanti.

È un ricordo che oggi mi appare particolarmente significativo. Dietro quella che poteva sembrare una semplice pausa durante una lunga notte di servizio c’era, in realtà, una concezione molto seria del lavoro: la convinzione che chi opera in prima linea debba essere preparato, aggiornato e messo nelle condizioni di assumere decisioni corrette nel momento in cui è chiamato ad agire.

Mi piace pensare che quella lunga conversazione del 5 agosto abbia rappresentato, senza che potessimo saperlo, il nostro ultimo confronto su quelle notti, sul lavoro, sulla Polizia e sul senso del servizio.

Giovanni Roberti lascia il ricordo di un uomo che ha attraversato molte stagioni della vita professionale e civile senza perdere il senso dell’appartenenza alla Polizia di Stato, il valore della competenza, l’attenzione alla memoria e la curiosità verso il mondo.

La Fondazione Insigniti OMRI si stringe con profondo affetto alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutti coloro che gli sono stati vicini, custodendo con gratitudine il ricordo di Giovanni e della sua lunga testimonianza di servizio.

Francesco Tagliente
Presidente della Fondazione Insigniti OMRI

“L’obiettivo – sottolinea Tagliente -, non era ignorare i problemi della citta’, a cominciare da quelli legati alla vicenda industriale e ambientale dell’ex Ilva. Al contrario, significava affermare che una comunita’ non puo’ essere rappresentata soltanto dalle proprie criticita’ e che raccontare anche cio’ che funziona puo’ contribuire alla sua attrattivita’, al suo benessere e alle prospettive delle future generazioni”.

Ma quella esperienza ha prodotto un risultato forse ancora piu’ significativo dell’evento stesso. “Alcuni dei partecipanti – racconta il presidente della Fondazione -, sono rimasti colpiti dalla bellezza dei luoghi e dalla ricchezza delle realta’ incontrate e hanno manifestato il desiderio di tornare a Taranto, questa volta accompagnando una delegazione di imprenditori”. Tra questi Nicola Bianco Speroni, Commendatore della Repubblica, amministratore di Valsabbia Investimenti e presidente del Comitato provinciale di Brescia della Fondazione Insigniti Omri, da cui e’ nata l’idea della nuova visita.

Dal 24 al 28 settembre prossimi, una delegazione di circa 30-40 imprenditori bresciani, riuniti sotto la bandiera del Rotary Valle Sabbia Centenario, sara’ a Taranto, ospite del Comitato provinciale di Taranto della Fondazione. Sara’ un’occasione per conoscere direttamente il territorio, incontrarne le istituzioni, visitare realta’ produttive e scoprire alcune delle sue eccellenze.

Ad accogliere la delegazione sara’ il Comitato provinciale di Taranto della Fondazione, presieduto dall’Ammiraglio di Squadra Francesco Ricci e affiancato dai vicepresidenti Antonio Nunzio Melpignano, Cavaliere della Repubblica e Presidente del Porto Turistico Resort Molo Sant’Eligio, e Questore Tommaso Cacciapaglia.

“Per me – spiega il Prefetto Tagliente -, questo rappresenta uno degli aspetti piu’ significativi dell’esperienza realizzata lo scorso anno. Il vero risultato di un’iniziativa, infatti, non si misura soltanto da cio’ che accade mentre si svolge, ma anche da cio’ che riesce a generare dopo”.

La nuova esperienza tarantina si inserisce cosi’ nel percorso che la Fondazione Insigniti Omri ha scelto di sviluppare in questi tre anni: mettere in rete territori, istituzioni, competenze e persone, trasformando la valorizzazione delle eccellenze in occasioni concrete di conoscenza, confronto e relazione.

“Il ruolo che la Fondazione puo’ contribuire a svolgere – osserva Tagliente -, e’ proprio quello di creare ponti tra territori diversi, favorire la conoscenza reciproca, valorizzare le eccellenze e costruire occasioni nelle quali istituzioni, cultura, impresa e societa’ civile possano incontrarsi”.

La visita di settembre rappresenta, dunque, la naturale prosecuzione dell’esperienza dell’ottobre 2025 e assume anche un significato particolare perche’ si svolgera’ a pochi giorni dal terzo anniversario della costituzione della Fondazione, che sara’ celebrato il 2 ottobre a Roma, al Circo Massimo, con l’evento nazionale “80. L’Alba della Repubblica”.

“A Taranto – conclude il presidente -, e’ accaduto qualcosa di semplice e, proprio per questo, significativo: qualcuno e’ arrivato per conoscere il territorio, ne ha scoperto aspetti che non conosceva, e’ tornato a casa con una nuova percezione della citta’ e ha deciso di condividere quell’esperienza con altri. E altri hanno scelto, a loro volta, di venire”.

“Dalla conoscenza nasce la scoperta. Dalla scoperta nasce la relazione. Dalla relazione possono nascere nuove opportunita’. E’ questo il percorso nel quale crediamo. Perche’ quando un territorio riesce a suscitare il desiderio di essere conosciuto nuovamente, coinvolgendo ogni volta nuove persone e nuove energie, significa che qualcosa ha cominciato a muoversi. Ed e’ attraverso le reti, le relazioni e la conoscenza reciproca che un territorio puo’ trasformare le proprie eccellenze in nuove opportunita’”, conclude Tagliente.

(AGI)Red/Eiz 261406 AGO 26 NNNN