A conclusione delle celebrazioni per il secondo anniversario della costituzione della Fondazione OMRI, che si sono svolte a Taranto dal 2 al 5 ottobre, ho ricevuto — attraverso lettere, email e messaggi — numerose testimonianze da parte dei partecipanti: insigniti, rappresentanti istituzionali, esponenti del mondo civile e del volontariato.
Tra i numerosi interventi, mi hanno particolarmente colpito i messaggi di alcuni insigniti della Fondazione e quello di Renato Cortesini, giovane Alfiere della Repubblica, che la Fondazione ha voluto ospitare alle celebrazioni dell’anniversario a Taranto per rappresentare simbolicamente l’attenzione verso le nuove generazioni, come previsto dal suo Statuto.
Le loro parole — provenienti da generazioni diverse ma unite da valori comuni — offrono uno sguardo autentico e profondo sull’esperienza vissuta e rappresentano, al tempo stesso, un riconoscimento del percorso finora compiuto dalla Fondazione e uno stimolo a proseguirlo con rinnovata determinazione.
Le testimonianze degli Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana si sono distinte per l’intensità e il valore dei contenuti, offrendo spunti di riflessione sul significato profondo dell’esperienza vissuta a Taranto. Molti di loro hanno sottolineato come quei giorni abbiano lasciato un segno duraturo, ispirando un rinnovato senso di impegno etico, di responsabilità civica e di consapevolezza del ruolo che ciascuno è chiamato ad assumere al servizio del bene comune. Le loro parole confermano come la Fondazione sia divenuta, in breve tempo, un luogo di incontro e di confronto tra esperienze professionali e umane diverse, unite dalla volontà di promuovere i valori fondanti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
A completare il quadro delle testimonianze ricevute, è particolarmente significativa la lettera del giovane Alfiere della Repubblica Renato Cortesini.
Con parole sincere e riflessive, Cortesini ha descritto l’esperienza come “una vera occasione di raro apprendimento per un giovane Alfiere della Repubblica”, sottolineando come ogni momento — dalle visite istituzionali agli incontri con le autorità civili e militari, fino ai momenti di convivialità — sia stato curato con “attenzione esemplare sotto ogni profilo e dettaglio”.
Nel suo messaggio ha espresso profonda gratitudine per l’accoglienza ricevuta e per la qualità dell’organizzazione, riconoscendo nella guida del Presidente “un modello di rigore, coerenza valoriale e spirito di coesione”. Ha inoltre evidenziato come le giornate di Taranto abbiano reso tangibile “il senso profondo della missione della Fondazione: fare del merito non soltanto un riconoscimento, ma una responsabilità vissuta e un impegno quotidiano al servizio del Paese”.
Cortesini — insignito dal Presidente della Repubblica del titolo di Alfiere nel 2015 per le sue conoscenze nel campo della programmazione neuro-linguistica — ha voluto infine sottolineare l’importanza del lavoro di memoria e valorizzazione svolto dalla Fondazione, ricordando “la cura con cui è stato realizzato l’Archivio fotografico, a testimonianza della storia e dell’identità degli Insigniti OMRI”.
Le sue parole rappresentano un incoraggiamento forte e sincero a proseguire, con dedizione e senso civico, l’impegno quotidiano della Fondazione nel promuovere quei valori che uniscono esperienza e gioventù, memoria e futuro, restituendo pienamente il significato più alto dell’onorificenza al Merito della Repubblica Italiana.

