Scrivo dal treno diretto a Milano, mentre il paesaggio scorre veloce fuori dal finestrino. Tra una galleria e un campo che si riempie di luce, penso a quanto questo viaggio abbia ormai assunto un valore simbolico: città diverse, stesso messaggio.
Oggi pomeriggio, alle 16:30, saremo a Cremona per una nuova tappa del progetto della Fondazione Insigniti OMRI dedicato al riconoscimento costituzionale de Il Canto degli Italiani e all’istituzione di una Giornata Nazionale dell’Inno, così come esiste quella del Tricolore.
Il tempo di arrivare a Milano per la coincidenza, e poi di nuovo in viaggio verso Cremona. Intanto, nella quiete ritmata di questo vagone, tornano alla mente le emozioni dell’appuntamento di Pisa, appena cinque giorni fa, il 21 novembre.
L’Auditorium dell’Opera Primaziale Pisana era pieno come nelle migliori occasioni: rotariani, studiosi, rappresentanti delle istituzioni, membri della Fondazione OMRI e tanti cittadini. Tutti lì per ricordare il 220° anniversario della nascita di Giuseppe Mazzini, una figura che continua a parlarci con sorprendente attualità.
La serata non è stata solo un omaggio storico: è stata una riflessione profonda sul senso della cittadinanza, sui simboli della Repubblica, su quel filo civile che dovrebbe tenerci uniti. Pisa ci ha regalato un momento di grande partecipazione, fatto di storia e soprattutto di consapevolezza.
Oggi a Cremona riprenderemo quel filo, attraverso la forza della musica e delle parole.
Nella Sala Carini Dainotti della Biblioteca Statale di Cremona, dopo i saluti istituzionali, interverrà il Cavaliere di Gran Croce Emanuele Bettini, Presidente del Comitato provinciale di Cremona della Fondazione OMRI e Direttore della Sezione di Cremona-Lodi dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano.
Il suo intervento sarà un richiamo forte alle nostre radici risorgimentali e al dovere di tutelare i simboli che raccontano la nostra identità repubblicana.
A guidarci poi in un viaggio affascinante tra storia, aneddoti e curiosità del Risorgimento musicale sarà Michele D’Andrea, divulgatore storico e membro della Fondazione OMRI.
Con il suo stile brillante e appassionato introdurrà il concerto dedicato a Michele Novaro, l’autore che ha legato per sempre il suo nome al nostro inno ma che fu anche un compositore vivissimo, prolifico e profondamente patriota.
Il programma, eseguito dagli allievi del Conservatorio “Claudio Monteverdi”, ci restituirà la musica di un’Italia che stava nascendo, e che oggi ci invita a riflettere ancora su chi siamo.
E così, mentre il treno macina gli ultimi chilometri e mancano appena dieci minuti alla stazione di Milano Rogoredo, mi preparo alla coincidenza pensando che ogni tappa, da Pisa a Cremona, aggiunge davvero un tassello a questo percorso.
Un viaggio che parla di storia, certo, ma anche di futuro: perché chiedere dignità costituzionale al nostro inno nazionale e una giornata dedicata alla sua celebrazione significa credere che esistono valori che vanno custoditi, condivisi e ricordati.
Fra poco riprendo il viaggio verso Cremona. La strada è ancora lunga, ma la direzione è quella giusta.

