La solenne deposizione della corona d’alloro all’Altare della Patria da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in omaggio al Milite Ignoto, ha aperto le celebrazioni dell’80° anniversario della Repubblica Italiana.
Un gesto carico di significato che rinnova il legame tra la Nazione e coloro che hanno sacrificato la propria vita per la libertà, l’indipendenza e l’unità del Paese.
La cerimonia ai Fori Imperiali è iniziata con la sfilata di una rappresentanza dei sindaci italiani, simbolo della vicinanza delle istituzioni locali alla Repubblica e testimonianza del ruolo fondamentale che i Comuni svolgono nella vita democratica del Paese.
A rendere più solenne le celebrazioni è stata l’esecuzione dell’Inno di Mameli, interpretato dal Maestro Andrea Bocelli, la cui voce ha accompagnato uno dei momenti più intensi e partecipati della giornata.
Successivamente, lungo la suggestiva cornice dei Fori Imperiali, la tradizionale Rivista Militare ha offerto agli italiani e alla comunità internazionale la testimonianza concreta dell’efficienza, della professionalità e della dedizione delle Forze Armate.
Una celebrazione che non rappresenta soltanto la capacità operativa dello strumento militare nazionale, ma anche il profondo radicamento delle Forze Armate nei valori democratici della Repubblica.
Nel messaggio inviato al Capo di Stato Maggiore della Difesa in occasione della Festa della Repubblica, il Presidente Sergio Mattarella ha richiamato il significato storico del 2 giugno 1946, quando, attraverso il suffragio universale, donne e uomini italiani scelsero liberamente il proprio futuro, ponendo le basi della rinascita democratica del Paese dopo le devastazioni della guerra e della dittatura.
Particolarmente significativo è stato il tributo rivolto ai militari dei Gruppi di Combattimento e a tutti coloro che parteciparono alla Guerra di Liberazione, protagonisti di una stagione decisiva per la restituzione dell’onore e della libertà alla Nazione.
Il loro esempio continua a rappresentare una fonte di ispirazione per le donne e gli uomini della Difesa chiamati oggi ad affrontare sfide nuove e sempre più complesse.
Le parole del Capo dello Stato assumono un valore particolare nell’attuale scenario internazionale, caratterizzato da tensioni, conflitti e profonde incertezze.
La pace, ha ricordato il Presidente, non può essere considerata acquisita una volta per tutte, ma richiede un costante impegno collettivo fondato sul rispetto delle regole, sulla cooperazione internazionale e sulla tutela della dignità umana.
In questo contesto, le Forze Armate italiane continuano a rappresentare uno dei pilastri della Repubblica, garantendo la sicurezza nazionale, contribuendo alla stabilità internazionale e operando quotidianamente al servizio della collettività.
Dalle missioni all’estero alle attività di supporto alla popolazione sul territorio nazionale, i militari italiani testimoniano con professionalità e spirito di servizio la fedeltà ai principi sanciti dalla Costituzione.
L’ottantesimo anniversario della Repubblica non è soltanto una ricorrenza storica. È un momento di riflessione sul cammino compiuto e sulle responsabilità che attendono il Paese.
La memoria di quanti hanno costruito la libertà di cui oggi godiamo richiama tutti, istituzioni e cittadini, a custodire e rafforzare i valori di democrazia, solidarietà e coesione nazionale.
Nel rinnovare il significato profondo della Festa della Repubblica, il tributo al Milite Ignoto, la partecipazione dei sindaci italiani e la Rivista Militare ai Fori Imperiali hanno ricordato ancora una volta come la forza dell’Italia risieda nell’unità del suo popolo, nella solidità delle sue istituzioni e nell’impegno quotidiano delle donne e degli uomini in uniforme al servizio della Patria.
A suggellare questa giornata il sorvolo delle Frecce Tricolori ha disegnato nel cielo di Roma il verde, il bianco e il rosso della nostra bandiera. Un’immagine che rappresenta simbolicamente l’unità della Repubblica, la fiducia nel futuro e il legame indissolubile tra la Nazione e le sue Forze Armate.
In quelle scie che hanno attraversano il cielo si riflettono ottant’anni di libertà, democrazia e progresso: il patrimonio più prezioso che siamo chiamati a custodire e trasmettere alle generazioni che verranno.
Costantino Del Riccio presidente del comitato consultivo della fondazione per la comunicazione istituzionale

