Nel corso della riunione del 12 dicembre 2025, il Consiglio dei Ministri ha deliberato la determinazione del numero massimo delle onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (OMRI) da conferire nell’anno 2026, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 178 del 1951.

Per il 2026 il contingente delle onorificenze OMRI è stato confermato in 3.500 unità, lo stesso numero previsto per il 2025. La ripartizione fra le cinque classi resta invariata: 20 Cavalieri di Gran Croce, 80 Grandi Ufficiali, 300 Commendatori, 500 Ufficiali e 2.600 Cavalieri.

L’evoluzione dei numeri: 70 anni di storia dell’Ordine

Quando nel 1951 fu istituito l’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, il sistema premiale repubblicano si trovava a colmare il vuoto creatosi dopo il 1946, periodo nel quale non erano state conferite onorificenze cavalleresche di natura generalista. Nel 1952 furono conferite circa 20.000 onorificenze, un numero eccezionalmente elevato dovuto all’esigenza di recuperare gli anni privi di conferimenti.

Dal 1953 al 1955 il numero si stabilizzò a 15.000, per poi salire a 25.000 nel 1956 e raggiungere 23.000 nel biennio 1957-1958.
Dal 1959 al 1984 i conferimenti oscillarono fra 15.000 e 18.000, mentre fino al 1999 ci si attestò intorno alle 13.500 concessioni.

Si deve al Presidente Ciampi la svolta che, nel 2000, ridusse il numero a 10.000, ulteriormente diminuite nei settennati successivi: 8.000 fra il 2007 e il 2008; 6.000 fra il 2009 e il 2010; 5.000 fra il 2011 e il 2015.

Dal 2016 le onorificenze distribuite sono state 4.000, fino all’ulteriore contrazione a 3.500, dal 2017 a oggi: una selettività sempre più marcata che ha portato l’OMRI a essere valutato, negli scambi di decorazioni dettati dalla cortesia internazionale, alla stregua della Légion d’Honneur.

La trasformazione del profilo degli insigniti

Per molti decenni le onorificenze furono prevalentemente indirizzate ai settori civili e militari della Pubblica Amministrazione.
Da qualche tempo, invece, si registra una significativa inversione di tendenza: maggiore attenzione al mondo della cultura, della scienza e dell’arte; valorizzazione delle benemerenze maturate nel volontariato, nella solidarietà, nella filantropia riconoscimento del merito espresso nelle comunità locali, anche al di fuori dei ruoli istituzionali.

Si tratta di un’evoluzione coerente con i profondi cambiamenti della società italiana, che ha restituito all’OMRI la sua originaria vocazione di istituto premiale aperto a tutte le componenti della comunità nazionale.

Un patrimonio che cresce di valore

La conferma del contingente a 3.500 unità per il 2026 rappresenta l’ennesimo passo in un percorso che ha consolidato l’Ordine al Merito della Repubblica Italiana come uno degli strumenti premiali più selettivi e significativi del panorama europeo.

Un sistema che, oggi più che mai, intende valorizzare l’esempio, il servizio e la responsabilità civica delle donne e degli uomini che contribuiscono, ogni giorno, alla crescita morale, sociale e istituzionale del Paese.