I Prefetti: custodi della coesione repubblicana
L’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica italiana non è soltanto l’occasione per una riflessione sulla memoria di un evento fondativo della nostra storia nazionale, ma anche sul significato attuale dei valori che da quel momento hanno guidato il cammino del Paese.
Il messaggio del Presidente della Repubblica assume, sotto questo profilo, un particolare rilievo, poiché richiama il ruolo delle istituzioni territoriali nella costruzione e nella salvaguardia della democrazia repubblicana.
Il referendum del 2 giugno 1946 e l’elezione dell’Assemblea Costituente segnarono il ritorno della sovranità popolare dopo gli anni della dittatura e della guerra. Fu una straordinaria prova di partecipazione civile, nella quale milioni di cittadini affidarono al voto la definizione del futuro dell’Italia. Per la prima volta, anche le donne parteciparono alla vita politica del Paese, contribuendo in modo decisivo alla nascita della Repubblica.
In quel delicato passaggio storico, come ricorda il Capo dello Stato, il libero esercizio del voto fu garantito grazie all’impegno delle istituzioni e, in particolare, delle Prefetture, chiamate a rendere nuovamente operativa la complessa macchina elettorale.
Si trattò di una funzione essenziale per assicurare la legittimità democratica delle scelte che avrebbero dato origine alla Repubblica e alla successiva Costituzione.
Da allora sono trascorsi ottant’anni. L’Italia è profondamente cambiata, attraversando fasi di sviluppo, crisi economiche e trasformazioni sociali e geopolitiche. Eppure, la figura del Prefetto continua a rappresentare un punto di equilibrio istituzionale: presenza stabile dello Stato nei territori, presidio di legalità e fattore di coesione sociale.
Le parole del Presidente della Repubblica evidenziano come la funzione prefettizia si sia evoluta insieme alla società italiana. Oggi essa opera in contesti complessi, segnati da fenomeni che travalicano spesso i confini locali e nazionali: tensioni internazionali, emergenze climatiche, crisi economiche, flussi migratori, trasformazioni tecnologiche e nuove fragilità sociali.
In questo scenario, la tradizionale funzione di garanzia dell’ordine pubblico si integra con una responsabilità di raccordo tra istituzioni, autonomie territoriali, forze sociali e mondo del volontariato. La Prefettura si conferma così luogo privilegiato di mediazione istituzionale e di composizione degli interessi, capace di favorire il dialogo e prevenire conflitti che potrebbero compromettere la coesione delle comunità.
Particolarmente significativo è il richiamo del Presidente Mattarella al valore dell’ascolto e della prossimità. In una società segnata da incertezze e vulnerabilità diffuse, la capacità delle istituzioni di comprendere i bisogni emergenti rappresenta una condizione fondamentale per garantire risposte efficaci.
Ascoltare significa intercettare i segnali del disagio, riconoscere nuove forme di esclusione e valorizzare le energie dei giovani e delle comunità.
Non è casuale che il Capo dello Stato abbia posto l’accento sulla necessità di rafforzare il tessuto sociale e il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. La fiducia costituisce il fondamento invisibile ma essenziale della convivenza democratica: senza di essa, le regole appaiono lontane e le istituzioni estranee.
È proprio nella costruzione quotidiana di questa fiducia che si manifesta una delle dimensioni più significative della funzione prefettizia.
Attraverso il coordinamento delle attività istituzionali, la gestione delle emergenze, la tutela delle libertà democratiche, il sostegno all’inclusione e la promozione della legalità, i Prefetti rendono concreta la presenza dello Stato e rafforzano il legame tra la Repubblica e le sue comunità.
L’ottantesimo anniversario della Repubblica è insieme celebrazione e richiamo alla responsabilità: un invito a rinnovare l’impegno verso quei valori di libertà, solidarietà e partecipazione che ispirarono le Madri e i Padri Costituenti.
Il messaggio del Presidente riconosce il lavoro svolto dai Prefetti e incoraggia a proseguire nell’opera di servizio al bene comune.
Custodire la coesione sociale, rafforzare la fiducia nelle istituzioni e accompagnare le comunità nelle sfide del presente significa continuare a dare vita, ogni giorno, al progetto repubblicano nato il 2 giugno 1946.
Questa è la missione che rende la funzione prefettizia una delle espressioni più autentiche e preziose dello Stato democratico.
1 giugno
Costantino Del Riccio
Presidente del Comitato Consultivo della Fondazione per la Comunicazione Istituzionale

