Dall’8 al 20 settembre, passando per il 27 gennaio: memoria e giustizia per i deportati
In questa ricorrenza carica di significato, la Fondazione Insigniti OMRI si unisce al ricordo degli Internati Militari Italiani e di tutti coloro che, con coraggio e dignità, hanno scelto di restare fedeli alla Repubblica, anche nel silenzio della prigionia.
Un impegno che continua: promuovere e difendere la memoria di chi ha servito l’Italia con onore, sacrificio e fedeltà.
L’8 settembre 1943 segna una svolta tragica nella storia del nostro Paese.
Con l’annuncio dell’armistizio, centinaia di migliaia di militari italiani furono disarmati, catturati dai tedeschi e deportati nei lager del Terzo Reich.
Tra loro, oltre 600.000 Internati Militari Italiani (IMI) affrontarono la prigionia con dignità, nel silenzio e spesso nell’oblio.
Considerati “traditori” dai nazisti e ignorati a lungo anche in patria, questi uomini hanno rappresentato – nel loro rifiuto silenzioso di aderire alla Repubblica Sociale Italiana – un gesto fondante della nostra democrazia.
Un riconoscimento a lungo atteso, oggi sancito anche dalla legge istitutiva del Giorno della Memoria (27 gennaio), che include espressamente l’esperienza degli IMI:
“gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte” (art. 1)
“i deportati militari e politici italiani nei campi nazisti” (art. 2)
Queste parole sanciscono un legame profondo tra la memoria della Shoah e quella degli internati militari e politici italiani: storie diverse, ma unite dalla violenza della deportazione e dall’orrore dei lager.
Il 27 gennaio ci ricorda tutte le vittime dell’odio e della persecuzione nazista, ma oggi, grazie a un impegno civile e istituzionale sempre più consapevole, anche il contributo degli Internati Militari Italiani trova uno spazio proprio nella memoria collettiva.
È in questo contesto che nasce la Giornata nazionale degli Internati Militari Italiani, istituita con la Legge n. 6 del 13 gennaio 2025 e celebrata ogni anno il 20 settembre:
una data che non cancella né sovrappone, ma completa il mosaico della memoria repubblicana, restituendo dignità a una pagina di storia troppo a lungo dimenticata.
La prima commemorazione ufficiale si terrà il 19 settembre al Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica:
una data che segna il riconoscimento pubblico di una memoria per troppo tempo ignorata, e che restituisce dignità storica e morale a chi ha pagato con la libertà – e spesso con la vita – il proprio “no” all’oppressione.
Il 27 gennaio ci unisce nel ricordo delle vittime della Shoah e dei deportati italiani nei lager nazisti.
Il 20 settembre, con la sua nuova forza istituzionale, completa quel percorso di memoria, rendendo giustizia agli Internati Militari Italiani.
Questa giornata non è solo un atto simbolico.
È memoria che diventa giustizia.

