Il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica si è confermato, ancora una volta, come uno dei momenti più alti della vita istituzionale del Paese. Non un semplice bilancio dell’anno trascorso, ma una riflessione profonda sulla condizione della comunità nazionale e sul posto dell’Italia in un mondo attraversato da conflitti, trasformazioni e incertezze. Il Presidente Sergio Mattarella ha richiamato con forza il valore della pace, del dialogo e della responsabilità condivisa, ribadendo che la convivenza civile non è un dato acquisito, ma una costruzione quotidiana che nasce dai comportamenti individuali e collettivi. La sua parola, ferma e misurata, ha offerto al Paese una chiave di lettura unitaria, capace di tenere insieme dimensione internazionale, coesione sociale e partecipazione civica, riaffermando il ruolo del Capo dello Stato come garante dell’equilibrio costituzionale e dell’unità nazionale.

Un rilievo centrale del messaggio è stato il richiamo all’ottantesimo anniversario della Repubblica e della Costituzione, che il Paese si appresta a celebrare. Il Presidente ha collocato questa ricorrenza non in una dimensione meramente commemorativa, ma come occasione di consapevolezza storica e di rinnovato impegno civile. Gli ottant’anni della nostra democrazia repubblicana sono stati presentati come un percorso complesso, fatto di conquiste, contraddizioni e prove difficili, nel quale la Costituzione ha rappresentato il punto di riferimento costante, la bussola capace di orientare il cammino comune oltre le contingenze politiche e sociali.

Nel suo discorso, il Presidente ha ricordato che «nell’anno che si presenta ricorderemo gli ottant’anni della Repubblica» e che quei decenni, pur brevi nella lunga durata della storia, sono stati «di alto significato». Ha evocato l’atto fondativo della democrazia repubblicana, sottolineando come il voto delle donne abbia impresso un segno indelebile di unità e di inclusione, e ha richiamato il lavoro dell’Assemblea costituente, capace di trovare una sintesi alta e condivisa nella redazione della Carta costituzionale, «che ha ispirato e guidato il Paese per tutti questi decenni». La Repubblica è stata definita uno spartiacque storico: non uno Stato che sovrasta i cittadini, ma uno Stato che riconosce diritti inviolabili, libertà personali e autonomie, ponendo al centro la dignità della persona. Nel ripercorrere le tappe della crescita democratica, dello Stato sociale, della difesa delle istituzioni nei momenti più bui e del ruolo dell’Italia nella comunità internazionale, il Presidente ha ricordato che i principi dei Padri e delle Madri costituenti «vanno vissuti, testimoniati ogni giorno» e che la coesione sociale nella libertà e nella democrazia resta il bene più prezioso da custodire. Da qui il richiamo conclusivo alla responsabilità individuale e collettiva: «la Repubblica siamo noi. Ciascuno di noi».

La Fondazione Insigniti OMRI accoglie e condivide profondamente questo messaggio. In coerenza con le proprie finalità statutarie, la Fondazione è impegnata nella promozione dei principi e dei valori costituzionali, nella valorizzazione dei simboli della Repubblica, del merito e del benessere delle future generazioni. In occasione dell’ottantesimo anniversario della Costituzione, la Fondazione promuoverà e sosterrà iniziative di studio, divulgazione e partecipazione civica volte a rafforzare la conoscenza della Carta e il senso di appartenenza alla comunità repubblicana. Celebrare la Costituzione significa, oggi più che mai, rinnovare un patto di responsabilità verso il futuro, affinché i valori che hanno fondato la Repubblica continuino a vivere nelle scelte quotidiane delle istituzioni e dei cittadini.