Rino Barillari, commentatore e cofondatore della Fondazione Insigniti OMRI, a ottant’anni continua a sorprendere per l’energia, la passione civile e la capacità di raccontare Roma come pochi altri hanno saputo fare. Con la vitalità di un trentenne e lo sguardo di chi ha attraversato oltre sessant’anni di storia, Barillari continua a documentare la vita cittadina, a essere protagonista della cronaca e a conquistare ancora oggi le prime pagine delle principali testate nazionali e internazionali. Un orgoglio non solo per la Fondazione, ma per l’Italia intera.

La sua carriera è indissolubilmente legata alla Dolce Vita romana, di cui è stato testimone privilegiato e narratore instancabile. Attraverso i suoi scatti, Roma ha parlato al mondo, contribuendo in modo concreto a rafforzare il prestigio internazionale del Paese e a sostenere l’economia turistica della Capitale. Barillari non ha solo immortalato un’epoca: ne ha custodito la memoria, trasformandola in patrimonio collettivo.

Con l’articolo firmato da Mauro Evangelista, che occupa un’intera pagina di cronaca, emerge oggi un ulteriore lato della personalità di Barillari: quello dell’uomo capace di trasformare un episodio di violenza in un gesto di civiltà. L’incontro con Gérard Depardieu all’Harry’s Bar di via Veneto, luogo simbolo della Dolce Vita, segna non solo la chiusura di una vicenda giudiziaria, ma l’affermazione pubblica di un valore profondo: il perdono. «Cosa c’è di più bello del perdono?», afferma Barillari, offrendo una lezione che va ben oltre la cronaca.

È una bellissima pagina di romanità autentica, dove la forza non sta nella rivalsa ma nella dignità, dove la memoria del passato incontra il senso del presente. Ancora una volta, Rino Barillari si conferma protagonista assoluto: non solo re dei paparazzi, ma uomo delle istituzioni morali, capace di onorare Roma e l’Italia con il suo esempio.