Pisa – Una serata intensa, colma di storia, musica, civiltà e senso delle istituzioni, quella che ieri ha celebrato il 220° anniversario della nascita di Giuseppe Mazzini. Nell’Auditorium dell’Opera Primaziale Pisana, gremito di rotariani, studiosi, rappresentanti istituzionali e membri della Fondazione Insigniti OMRI, si è svolto l’incontro “I simboli della Repubblica”, promosso congiuntamente dalla Fondazione, dalla Domus Mazziniana, dal Distretto Rotary Toscana 2071 e dal Rotary Club Pisa.
Una cornice elegante e partecipe, che ha accolto una riflessione corale sul significato dei simboli repubblicani, sulla loro tutela e sul loro ruolo nella formazione civile delle nuove generazioni. Un evento che, come più volte sottolineato, si è posto nel solco dei valori mazziniani: responsabilità, educazione alla cittadinanza, identità nazionale ed europeismo.
Un parterre istituzionale di alto livello
A dare avvio alla serata sono stati i saluti istituzionali del Presidente del Rotary Club Pisa e consigliere di amministrazione della Fondazione OMRI, Paolo Ghezzi, del Governatore del Distretto Rotary 2071, Giorgio Odello, del Presidente del Comitato provinciale di Pisa della Fondazione OMRI, prof. Michele Emdin, e del Sindaco di Pisa, Michele Conti.
Nutrita la rappresentanza della Fondazione Insigniti OMRI: oltre al Presidente, prefetto Francesco Tagliente, e a Paolo Ghezzi, promotori della serata, erano presenti il prof. Fabio Beltram, già Direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, componente del Comitato Scientifico della Fondazione e figura di spicco della cultura accademica italiana, insieme a numerosi rappresentanti territoriali, tra cui il Presidente del Comitato provinciale di Torino, prefetto Luigi Viana, e il Vicepresidente del Comitato provinciale di Ravenna, Pasquale Iacovella.
Altrettanto significativa la presenza dell’avvocato Claudio Pugelli, consigliere di indirizzo della Fondazione, e del Vicepresidente del Comitato provinciale di Pisa, Antonio Cerrai.
Tagliente: dignità costituzionale per l’Inno nazionale
Il primo filo conduttore della serata è stato tracciato dal Presidente della Fondazione, prefetto Francesco Tagliente, che ha richiamato l’impegno dell’ente nel portare avanti un obiettivo tanto simbolico quanto civile: ottenere il riconoscimento costituzionale dell’Inno nazionale, al pari della bandiera indicata nell’articolo 12 della Costituzione.
Un percorso che la Fondazione sostiene da anni, con lettere ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari, ai Governatori Rotary e ai propri Comitati provinciali, e che si è rafforzato alla luce del recente regolamento del 2025 sull’esecuzione dell’inno, dopo decenni di vuoto normativo.
Tagliente ha richiamato anche la proposta di istituire una Giornata dedicata all’Inno nazionale, sul modello della già consolidata Festa della Bandiera, e l’importanza del rito della sciarpa tricolore, da scambiarsi nel passaggio delle consegne tra sindaci: un gesto semplice ma denso di significato civico.
Con parole chiare, il prefetto ha invitato il mondo rotariano e le istituzioni presenti a sostenere questi percorsi, come strumenti per rafforzare identità, coesione e memoria repubblicana.
Ghezzi: creare un ponte tra generazioni e simboli repubblicani
Ghezzi ha descritto la genesi del convegno, che si ispira al tema dell’annata 2025-2026 dello storico Rotary Club Pisa, con oltre 90 anni di attività: “la luce, i giovani, la rinascita”. Una triade di ispirazioni e valori che ha trovato sintesi nel tema della serata.
La Luce: la stella d’Italia, simbolo presente nello stemma della Repubblica, ispiratrice di libertà, autonomia, trasparenza e faro guida del percorso repubblicano. I Giovani: da coinvolgere in un reale patto generazionale e valoriale; a Pisa evocano anche il sacrificio degli studenti universitari caduti nella battaglia di Curtatone e Montanara. La Rinascita: quella di un popolo soggiogato e oppresso che ha trovato, con lentezza e fatica, unità e identità nazionale; una rinascita simboleggiata proprio dalla memoria di Curtatone, assunta a emblema del riscatto e del sacrificio individuale per il bene comune.
Il dialogo Peluffo–Finelli: Mazzini tra storia e contemporaneità
Il cuore intellettuale dell’evento è stato il dialogo tra Paolo Peluffo, Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Insigniti OMRI, e Pietro Finelli, Direttore scientifico della Domus Mazziniana.
A moderare l’incontro, il direttore de Il Tirreno, Cristiano Marcacci, che con domande puntuali e talvolta provocatorie ha reso il confronto brillante, vivace e profondamente coinvolgente. Al tavolo, insieme a lui, anche il prefetto Tagliente.
Peluffo – figura centrale della “ritualità repubblicana”, già Consigliere per la Stampa del Presidente Ciampi – ha ripercorso l’eredità civile mazziniana e il ruolo dei simboli repubblicani nel costruire identità, educazione civica e spirito di comunità.
Finelli ha invece portato il punto di vista della ricerca storica, soffermandosi sulla visione europea di Mazzini e sul valore pedagogico della musica nelle culture civiche.
Il pubblico ha seguito con grande attenzione un dialogo che ha saputo unire rigore storico, sensibilità contemporanea e un forte appello alla responsabilità collettiva.
La musica che unisce: l’intensità del maestro Grollo
Una delle componenti più emozionanti della serata è stata senza dubbio la musica, che ha accompagnato e arricchito il percorso culturale e civile dell’incontro.
Il tenore Francesco Grollo, accompagnato dal Maestro Antonio Camponogara, ha aperto la serata introducendo il valore storico e simbolico dell’Inno nazionale, prima ancora di eseguirlo nella sua versione filologica. L’Inno degli Italiani, seguito da quello europeo e da quello rotariano, ha risuonato in sala con un’intensità che ha imposto spontaneamente silenzio, rispetto e partecipazione.
Nel corso dell’incontro, diversi intermezzi musicali hanno scandito i momenti più significativi del dibattito, creando una trama emotiva che ha unito i presenti e sottolineato i contenuti approfonditi dai relatori. Ogni intervento musicale ha contribuito a dare respiro alla riflessione, trasformando l’iniziativa in un’esperienza corale, nella quale la musica non è stata semplice accompagnamento ma parte integrante del racconto civile proposto durante la serata.
La musica, ieri sera, è diventata linguaggio della memoria, della coesione e dell’identità repubblicana, conferendo al tema dei simboli nazionali una dimensione profonda e condivisa.
Un Rotary protagonista nella promozione dei valori repubblicani
La presenza rotariana è stata forte e sentita. Il Rotary Club Pisa, insieme al Distretto 2071, ha ribadito il proprio impegno a sostenere i valori costituzionali, l’educazione civica dei giovani, la cultura del merito e la tutela dei simboli nazionali.
La serata ha mostrato in modo esemplare la convergenza tra Rotary e Fondazione Insigniti OMRI su tre grandi obiettivi, sottolineati anche nell’intervento del Governatore del Distretto Toscana 2071: rafforzare l’identità repubblicana, sostenere il percorso di riconoscimento costituzionale dell’Inno, promuovere il decoro del Tricolore e delle ritualità civiche.
Una collaborazione che si traduce in iniziative concrete e che considera le nuove generazioni non solo destinatarie, ma protagoniste della cittadinanza futura.
Una serata che lascia un segno
Al termine del dibattito, tutti i partecipanti hanno espresso unanime soddisfazione per la profondità dei contenuti, per la straordinaria qualità dei relatori e per l’atmosfera di rispetto e partecipazione che ha pervaso la sala.
La celebrazione di Giuseppe Mazzini non si è limitata al ricordo storico, ma si è trasformata in un momento di rigenerazione civica, nel quale la storia ha incontrato il presente e il presente ha ritrovato la sua memoria.
Sulle note finali del maestro Grollo, la serata si è chiusa con un messaggio chiaro: i simboli della Repubblica non sono un rituale formale, ma un patrimonio da custodire, comprendere e trasmettere.
E Pisa, ieri sera, ha saputo ricordarcelo con eleganza, passione e consapevolezza.

