L’articolo pubblicato su Milano Finanza da Franco Massi si inserisce con coerenza e forza nel percorso promosso dalla Fondazione Insigniti OMRI sull’etica costituzionale del servizio pubblico, offrendo una riflessione concreta su uno dei nodi decisivi per il Paese: il rapporto tra regole e sviluppo.
Presidente aggiunto della Sezione di controllo per il Lazio e Segretario generale della Corte dei conti, Massi propone una lettura chiara: il “mondo del dire” — fatto di norme, controlli e procedure — non può esaurirsi in una dimensione autoreferenziale, ma deve diventare strumento al servizio del “fare”, cioè della crescita economica e sociale.
Una visione pienamente coerente con quanto emerso nel suo intervento al seminario organizzato dalla Fondazione presso la Scuola Superiore di Polizia, dedicato all’etica costituzionale del servizio pubblico. In quell’occasione, Massi — componente del Comitato consultivo della Fondazione per la promozione di questa cultura — ha richiamato con forza il ruolo decisivo delle persone nelle istituzioni: la qualità della Repubblica dipende dalla responsabilità, dall’equilibrio e dalla consapevolezza di chi esercita funzioni pubbliche.
Da qui il passaggio centrale: le regole non sono un fine, ma una leva. La responsabilità del decisore pubblico non si esaurisce nel rispetto formale delle norme, ma si estende alla capacità di interpretarle in modo coerente con il loro scopo, orientandole al bene comune. È in questo equilibrio che prende forma il passaggio da una cultura del “no” a una cultura del “sì consapevole”.
Il contributo di Massi rafforza così il progetto della Fondazione: promuovere una pubblica amministrazione capace non solo di regolare, ma di accompagnare, orientare e abilitare lo sviluppo. In un contesto segnato da trasformazioni economiche e istituzionali, la qualità delle decisioni amministrative diventa un fattore decisivo per la fiducia dei cittadini e per la competitività del sistema Paese.
Dal “dire” al “fare” non è soltanto una esigenza funzionale, ma una scelta etica. Una scelta che trova fondamento nei principi della Costituzione italiana e che richiama ogni servitore dello Stato alla responsabilità di contribuire, con il proprio operato, alla crescita e alla coesione della comunità nazionale.