Seduto oggi sulla tribuna dei Fori Imperiali, mentre sfilano i reparti delle Forze Armate, i Corpi dello Stato e le rappresentanze della società civile, è difficile immaginare che ci sia stato un tempo in cui questa celebrazione non apparteneva più pienamente agli italiani.
Eppure è stato così.
Osservando questa straordinaria manifestazione di unità nazionale, il pensiero corre inevitabilmente a una delle pagine più significative della storia repubblicana recente: la decisione del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi di restituire al Paese la Festa della Repubblica e la sua parata ai Fori Imperiali.
Oggi milioni di cittadini considerano questa cerimonia una tradizione naturale della vita repubblicana.
Ma pochi ricordano che, fino alla fine degli anni Novanta, il 2 giugno aveva progressivamente smarrito parte della sua centralità simbolica e della sua capacità di coinvolgere il Paese.
Fu la visione di Ciampi a invertire questa tendenza, restituendo forza ai simboli della Repubblica, ai valori condivisi e al senso di appartenenza nazionale.
Questa vicenda assume per la Fondazione Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana un significato particolare.
Uno dei protagonisti di quella stagione istituzionale, Paolo Peluffo, allora consigliere e portavoce del Presidente Ciampi, oggi presiede il Comitato Scientifico della Fondazione.
Nella sua preziosa pubblicazione dedicata al Presidente Ciampi, Peluffo ricostruisce con rigore e passione il percorso che portò alla rinascita della Festa della Repubblica come grande momento di partecipazione civile.
L’idea maturò il 5 aprile del 2000 durante un volo presidenziale di ritorno da Sarajevo. Di fronte a una città impegnata a risollevarsi dalle ferite della guerra, Ciampi comprese quanto fossero importanti i simboli condivisi per alimentare la coesione di una comunità nazionale. Nacque così la convinzione che anche l’Italia dovesse rafforzare i propri riti civili e il senso di appartenenza alla Repubblica.
Da quella riflessione prese avvio il progetto di riportare il 2 giugno al centro della vita nazionale, restituendo visibilità e riconoscimento alle Forze Armate, alle istituzioni democratiche e ai valori fondanti della Costituzione.
Un progetto che nel 2000 vide il pieno sostegno del Ministro della Difesa Sergio Mattarella, chiamato a collaborare con il Presidente Ciampi nella realizzazione di una celebrazione rinnovata e capace di parlare all’intero Paese.
Non mancarono le perplessità. Vi erano resistenze culturali e politiche, dubbi sull’opportunità di riproporre una grande parata militare.
Ma Ciampi comprese che il significato dell’iniziativa andava ben oltre la dimensione militare.
Si trattava di riaffermare l’identità repubblicana del Paese, il valore dell’unità nazionale e il patrimonio di libertà e democrazia costruito dalle generazioni che avevano dato vita alla Repubblica.
Fu avviato un lavoro corale che coinvolse la Presidenza della Repubblica, le Forze Armate, la RAI, gli enti territoriali e numerose istituzioni.
Venne ideata una nuova immagine della ricorrenza e nacque lo slogan destinato a diventare il simbolo di quella stagione: “2 giugno. La festa degli italiani”.
La risposta del Paese superò ogni aspettativa. La sfilata del 2000 ai Fori Imperiali richiamò centinaia di migliaia di persone. Gli italiani dimostrarono di voler ritrovare un momento di riconoscimento collettivo, una festa capace di unire memoria, identità e speranza.
Fu anche grazie a quel successo che il 2 giugno tornò definitivamente a essere la Festa della Repubblica vissuta e sentita da tutti gli italiani.
Mentre oggi assistiamo a questa nuova edizione della parata, il significato di quella scelta appare ancora più evidente.
Ciampi comprese che una democrazia vive non soltanto attraverso le sue leggi e le sue istituzioni, ma anche attraverso i simboli nei quali i cittadini si riconoscono e che contribuiscono a rafforzare il senso della comunità nazionale.
Le Frecce Tricolori che attraversano il cielo di Roma, il Tricolore che accompagna la celebrazione, la presenza delle più alte cariche dello Stato e gli applausi del pubblico lungo i Fori Imperiali non rappresentano soltanto una cerimonia.
Sono l’espressione concreta di una comunità che si riconosce nella propria storia e nei valori della Repubblica.
Come Fondazione Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana sentiamo particolarmente forte questo messaggio. Le onorificenze della Repubblica non premiano soltanto il merito individuale, ma testimoniano il legame profondo tra cittadini e istituzioni, tra responsabilità personale e bene comune.
Rappresentano il riconoscimento di coloro che, attraverso il lavoro, il servizio, la solidarietà e l’impegno civile, contribuiscono ogni giorno alla crescita morale e democratica del Paese.
Per questo, osservando oggi questa solenne celebrazione, il pensiero va con riconoscenza a Carlo Azeglio Ciampi e a quanti contribuirono a restituire agli italiani la loro Festa della Repubblica.
Ma va anche al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, nell’anno dell’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica, ha voluto accompagnare questa ricorrenza con una intensa due giorni di appuntamenti istituzionali, culturali e popolari, richiamando l’attenzione del Paese sui valori fondanti della nostra convivenza democratica.
Un impegno che testimonia la volontà di custodire e trasmettere alle nuove generazioni il patrimonio di libertà, partecipazione, solidarietà e unità nazionale che il 2 giugno rappresenta. In questa ideale continuità tra Ciampi e Mattarella ritroviamo il senso più autentico della Festa della Repubblica: non soltanto una celebrazione della memoria, ma un esercizio di responsabilità verso il futuro.
A ottant’anni dalla scelta compiuta dagli italiani il 2 giugno 1946, la Repubblica continua a vivere nella fedeltà ai principi della Costituzione, nell’impegno delle sue istituzioni e nella partecipazione dei cittadini.
Quando la parata attraversa i Fori Imperiali non celebriamo soltanto una ricorrenza. Celebriamo una storia condivisa, una comunità nazionale che sa riconoscersi nei propri valori fondamentali e un impegno che si rinnova ogni giorno: custodire la Repubblica, rafforzarne la coesione e trasmetterne il significato alle generazioni che verranno.
Prefetto Francesco Tagliente�Presidente della Fondazione Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana
