Roma Termini – Taranto, 8.00–15.00
Un ponte di viaggio tra Roma e Taranto, con Brescia, l’Altare della Patria e il Circo Massimo nel pensiero
Sono sul treno. Direzione Taranto.
Sette ore davanti a me. Il tempo giusto per il mio allenamento quotidiano: mandare il cervello in palestra.
Mi guardo intorno. Guardo fuori dal finestrino e lascio correre la mente. Quando sono solo, la mente è più libera di navigare: non trova pause. Pensa, collega, ripensa, immagina, sogna. Corre più veloce del treno.
Me ne sono accorto con il tempo: quando la mente si ferma, lentamente si spegne anche il corpo. Quando invece continua a fantasticare, a cercare, a costruire relazioni, ad amare, qualcosa dentro rimane vivo. E, qualche volta, riesce persino a far stare meglio gli altri.
Oggi questo viaggio ha un significato particolare. A Taranto mi aspettano gli amici del Comitato Provinciale della Fondazione Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: Francesco Ricci, Antonio Nunzio Melpignano e Tommaso Cacciapaglia. Con loro parleremo di quello che abbiamo fatto e, soprattutto, di quello che possiamo ancora fare.
E tra poco arriveranno anche una trentina di imprenditori bresciani, con il Presidente del Comitato Provinciale di Brescia, commendatore Nicola Guido Speroni.
Brescia viene a Taranto. Viene per incontrare e conoscere da vicino ciò che spesso resta nascosto dietro i luoghi comuni: il lavoro quotidiano, l’ingegno, le imprese, le persone, l’energia di un territorio che guarda al futuro con coraggio.
È quello che abbiamo cercato di raccontare un anno fa, proprio in occasione del secondo anniversario della Fondazione. Perché anche nella comunicazione bisogna saper andare oltre l’immagine più conosciuta di un territorio, senza negarne i problemi, ma dando voce anche alle sue energie, alle sue eccellenze, alle persone che ogni giorno costruiscono futuro.
Oggi ne vediamo i frutti. Quei racconti hanno suscitato curiosità, hanno fatto nascere relazioni e oggi portano a Taranto una trentina di imprenditori bresciani.
È una piccola conferma di una convinzione che mi accompagna da tempo: quando una storia viene raccontata bene, può diventare un ponte.
A Taranto arriveranno anche amici insigniti provenienti da diverse regioni, portando con sé storie, esperienze e la voglia di condividere questa giornata. Ci ritroveremo insieme al Prefetto di Taranto e alle altre autorità.
Forse è questo, alla fine, il senso più bello dell’impegno che ci siamo assunti come Insigniti. Non limitarci a parlare di valori, di merito, di Costituzione, di futuro.
Metterli in movimento. Trasformare i principi in idee, le idee in incontri, gli incontri in progetti e i progetti in azioni concrete. Azioni capaci di produrre qualcosa di utile per le persone e, soprattutto, per le generazioni future. Brescia e Taranto sono lontane. Ma il lavoro, l’ingegno, la passione e la voglia di fare possono parlare la stessa lingua.
E allora penso che anche questo sia “servire”: non stare fermi ad aspettare che qualcosa accada, ma provare a farlo accadere. È quella che chiamo, con un po’ di ironia, la mia vecchiaia creativa. Continuare a guardare. Continuare a collegare. Continuare a immaginare.
E mentre il treno corre verso Taranto, la mente torna al lavoro che ci aspetta a Roma.
Un pensiero all’Altare della Patria, agli studenti che parteciperanno alla deposizione della corona al Sacello del Milite Ignoto. Un altro al Circo Massimo: quasi 4.000 studenti e i loro docenti, le magliette personalizzate, i cappellini, l’allestimento, il service, la musica, i conduttori, le autorità da invitare e da accogliere.
E poi gli insigniti che arriveranno da tante parti d’Italia. Penso a come accoglierli, a come farli sentire parte di una giornata che non sia soltanto una celebrazione, ma un’esperienza da vivere insieme.
Sono tanti dettagli. Ma è proprio dai dettagli che un’idea diventa realtà. Ed è forse questo il vero allenamento: continuare a sognare, cercare connessioni, immaginare possibilità e provare a trasformarle in realtà.
Perché i principi, da soli, restano parole. È quando diventano azioni che possono produrre benessere per le persone e lasciare qualcosa alle generazioni future.
Il viaggio continua. Anche nella testa. Il treno intanto corre verso Taranto. E il cervello continua a correre più veloce.
Sono le 12.41. Tra poco devo scendere per cambiare treno. Mi aspetta il regionale per Taranto.

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