Una storia di fragilità trasformata in forza, di arte trasformata in impegno civile, di un riconoscimento della Repubblica trasformato in responsabilità verso gli altri.
È questa la storia di Gianfranco Berardi, Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, che da oggi entra a far parte della nostra Fondazione.
La sua adesione ha per noi un significato particolare, perché nella sua esperienza ritroviamo uno dei principi che stanno al centro della nostra missione: mettere la persona, con la sua dignità, le sue capacità e le sue fragilità, prima di ogni altra cosa.
L’onorificenza conferitagli motu proprio dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per aver fatto dell’arte uno strumento capace di abbattere gli ostacoli della malattia e della disabilità, non ha celebrato soltanto il valore di un artista, ma ha riconosciuto il significato civile della sua esperienza e della sua opera.
La cecità, sopraggiunta a 19 anni, avrebbe potuto rappresentare una frattura definitiva. Gianfranco Berardi ha invece saputo trasformarla in una diversa possibilità di guardare il mondo, in un nuovo linguaggio, in una forma di libertà e di relazione. Insieme a Gabriella Casolari, attraverso la loro Compagnia, ha fatto del teatro non soltanto un luogo di espressione artistica, ma uno spazio di incontro, di inclusione, di dignità e di trasformazione, nel quale la persona viene prima della propria condizione.
È proprio qui che la sua storia incontra profondamente quella della nostra Fondazione.
Abbiamo scelto di mettere la persona al vertice della nostra scala dei valori: la persona nella sua dignità, nelle sue capacità, nelle sue aspirazioni, ma anche nelle sue fragilità. Per questo abbiamo voluto al nostro interno un Comitato Consultivo per le Pari Opportunità e le Disabilità, presieduto dal Commendatore Eliana Tagliente, affinché questa attenzione non rimanesse una semplice dichiarazione di principio, ma diventasse parte integrante della nostra azione.
L’incontro con Gianfranco Berardi rende oggi questa scelta ancora più concreta.
La sua vicenda ci ricorda infatti che la fragilità non coincide con il limite della persona e che una condizione di disabilità non esaurisce mai ciò che una persona è, può essere e può offrire alla comunità. La sua esperienza dimostra, attraverso l’arte e attraverso la vita, che anche una ferita può diventare un luogo dal quale generare consapevolezza, bellezza, relazione e valore per gli altri.
La frase con la quale Gianfranco ha raccontato la propria esperienza — «la cecità è stata la mia felicità, perché mi ha liberato» — contiene una lezione che va oltre il teatro e oltre la sua vicenda personale. È un invito a non fermarsi all’apparenza della fragilità, a non definire una persona attraverso ciò che le manca, ma a riconoscerne ciò che può esprimere e donare.
Per questo la sua adesione rappresenta per noi un arricchimento umano prima ancora che istituzionale.
In questi giorni Gianfranco è impegnato a Roma in una serie di appuntamenti artistici e istituzionali che testimoniano la continuità e la generosità del suo impegno. È dunque con particolare piacere che annuncio anche il suo pieno coinvolgimento nel progetto celebrativo per il terzo anniversario della costituzione della Fondazione, nell’anno in cui celebriamo l’80° anniversario della Repubblica.
La sua presenza, la sua arte e la sua straordinaria lezione di vita saranno parte delle nostre celebrazioni perché raccontano, con una forza che nessuna parola istituzionale potrebbe sostituire, che cosa può significare essere cittadini della Repubblica e, ancor più, essere insigniti di una sua onorificenza.
Essere Insigniti, per noi, non significa infatti soltanto aver ricevuto un riconoscimento per ciò che si è fatto. Significa continuare a mettere ciò che si è, ciò che si sa fare e ciò che si è imparato nella vita al servizio degli altri e della comunità.
L’ingresso di Gianfranco Berardi nella nostra Fondazione ci ricorda, con particolare evidenza, che il valore di un riconoscimento pubblico si compie pienamente quando diventa testimonianza, responsabilità e servizio.
Benvenuto, Gianfranco.
La nostra Fondazione è più ricca perché da oggi cammina con noi anche la tua storia.
Il Presidente Prefetto Francesco Tagliente
