La lettera che segue nasce dalla lettura dell’intervista a Vitaliano Esposito pubblicata su L’Altravoce e intende valorizzarne i contenuti nel quadro del progetto 2026 della Fondazione Insigniti OMRI dedicato all’etica costituzionale del servizio pubblico.
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“Caro Direttore Barbano,

ho letto con grande attenzione l’articolo pubblicato su L’Altravoce contenente l’intervista di Valentina Marsella all’ex Procuratore Generale della Suprema Corte di Cassazione, Vitaliano Esposito.

Si tratta di un contributo di raro spessore, che ho apprezzato non solo per la qualità dell’analisi giuridica, ma soprattutto per la capacità di riportare al centro del dibattito pubblico il nesso profondo tra diritto, istituzioni, responsabilità e fiducia dei cittadini.

Le riflessioni del dottor Esposito mi hanno colpito in modo particolare anche perché giungono in una fase in cui la Fondazione Insigniti OMRI, che ho il privilegio di presiedere, sta dando attuazione a un progetto varato per il 2026, dedicato alla promozione dell’etica costituzionale del servizio pubblico.
Un progetto che intende rivolgersi a tutti coloro che esercitano funzioni pubbliche – amministratori, dirigenti, operatori delle istituzioni e della giustizia, magistrati compresi – nella convinzione che il buon funzionamento dello Stato democratico dipenda non solo dal rispetto formale delle regole, ma dalla qualità etica con cui esse vengono interpretate e applicate.

L’idea progettuale prevede la costituzione, in seno alla Fondazione, di un Comitato consultivo per la promozione della cultura del servizio pubblico e dell’etica costituzionale, nonché l’avvio di un percorso di riflessione e formazione volto a rafforzare la consapevolezza del ruolo, dei limiti e delle responsabilità che accompagnano l’esercizio di ogni funzione pubblica.

In questo quadro, le dichiarazioni di Vitaliano Esposito – così efficacemente valorizzate dal Suo giornale – rappresentano, a mio avviso, un riferimento di grande valore. In particolare, esse offrono alcuni insegnamenti che costituiscono veri e propri punti di forza per il progetto della Fondazione:
* l’idea che la legalità, per essere pienamente legittima, debba accompagnarsi alla correttezza e alla fairness, intese come tutela effettiva dei diritti fondamentali della persona; l’esercizio del potere pubblico deve essere legalmente corretto, umanamente giusto e istituzionalmente responsabile, nel rispetto della dignità della persona e della fiducia collettiva;
* la concezione del giudice – e, più in generale, del servitore pubblico – come soggetto chiamato a un surplus di misura, equilibrio, prudenza e sobrietà;
* il riconoscimento della fiducia dei cittadini come bene costituzionale da proteggere attivamente, anche attraverso il linguaggio e la comunicazione istituzionale;
* l’affermazione della fairness come principio etico-giuridico trasversale, che non riguarda solo la giurisdizione ma l’intero Stato, in tutte le sue articolazioni;
* la visione della giurisdizione, e dell’azione pubblica in generale, come “termometro della civiltà di un popolo”, fondata sulla preminenza del diritto contro ogni forma di arbitrio.

Per queste ragioni ho ritenuto importante esprimerLe il mio apprezzamento per il contributo culturale offerto da L’Altravoce, che con questo articolo ha alimentato un dibattito alto e quanto mai necessario sul senso profondo del servizio pubblico in una democrazia costituzionale.

Con viva cordialità,

Prefetto Francesco Tagliente
Presidente della Fondazione Insigniti OMRI