La Fondazione Insigniti OMRI accoglie con profondo onore e sincera soddisfazione il primo iscritto dell’anno 2026, il Cavaliere di Gran Croce Franco Massi, Presidente aggiunto della Sezione regionale di controllo per il Lazio e Segretario generale della Corte dei conti.

A nome di tutti gli appartenenti alla Fondazione, desidero rivolgergli un caloroso benvenuto, che nasce non solo dal prestigio delle funzioni da lui ricoperte, ma anche dalla condivisione di una visione alta e responsabile del servizio pubblico. Una visione che ha trovato ulteriore conferma nella riflessione intensa e stimolante sull’etica costituzionale del servizio pubblico, sviluppata nel corso del nostro recente incontro.

L’etica costituzionale come progetto fondante per il 2026

Uno dei principali progetti che la Fondazione Insigniti OMRI intende promuovere nel 2026 è dedicato alla formazione e alla diffusione della cultura dell’etica costituzionale nel servizio pubblico.

Su questo indirizzo progettuale è stato avviato un percorso di confronto con Guido Melis, uno dei massimi storici italiani della pubblica amministrazione, professore emerito della Sapienza di Roma e Presidente del Comitato provinciale di Sassari della Fondazione OMRI, con Tommaso Miele, già Presidente aggiunto della Corte dei conti e Presidente del Collegio di Garanzia della Fondazione, nonché con alcuni componenti del Consiglio di Indirizzo, tra i quali Mario Viola, Direttore della Scuola Superiore di Polizia e Consigliere di Indirizzo della Fondazione, in vista della formale presentazione della proposta alla prossima riunione del Consiglio per l’esame e le determinazioni di competenza.

L’obiettivo è promuovere una nuova visione della pubblica amministrazione, nella quale le decisioni di dirigenti e funzionari siano orientate non solo al rispetto formale delle norme, ma soprattutto ai principi fondamentali della Costituzione, all’interesse generale e alla tutela effettiva dei diritti dei cittadini.

Oggi, troppo spesso, l’applicazione delle regole tende a proteggere l’apparato amministrativo più che le persone. Questa rigidità burocratica può generare distanza tra cittadini e istituzioni, inefficienze operative e, in taluni casi, gravi disagi per chi vive condizioni di fragilità sociale, economica o sanitaria.

Eppure, l’esperienza concreta di Prefetti, magistrati e dirigenti pubblici che pongono la persona al centro dell’azione amministrativa dimostra che una burocrazia etica, costituzionalmente orientata e vicina ai cittadini non solo è possibile, ma produce risultati tangibili nella vita reale delle comunità.

Un progetto strutturato per una PA più giusta e responsabile

La governance della Fondazione intende trasformare questa consapevolezza in un progetto organico che prevede:
* La promozione di best practice, in cui l’azione amministrativa dimostri come sia possibile conciliare il rispetto delle norme con il bene concreto dei cittadini;
* Lo sviluppo di competenze etiche e costituzionali, attraverso casi pratici, simulazioni decisionali e percorsi formativi rivolti ai dirigenti pubblici;
* Riflessioni e seminari pubblici, aperti anche a cittadini e associazioni, per diffondere una cultura condivisa del servizio pubblico e rafforzare il senso di responsabilità e partecipazione.

Investire nell’etica costituzionale significa costruire una pubblica amministrazione più trasparente, responsabile e umanamente credibile. Il 2026 sarà l’anno in cui questo progetto, deliberato dal Consiglio di Indirizzo e affidato al Consiglio di Amministrazione, prenderà forma concreta.

Il valore umano della funzione giudiziaria

In questa riflessione sul valore umano della funzione giudiziaria emerge con forza una concezione dell’etica pubblica che affonda le proprie radici in una tradizione alta del pensiero giuridico italiano. Franco Massi richiama implicitamente quella visione del magistrato come servitore della giustizia prima ancora che della norma, già lucidamente espressa da Rosario Livatino, quando sottolineava come il giudice debba essere non solo rigoroso e responsabile, ma anche profondamente umano, capace di comprendere oltre che di giudicare. Una prospettiva che si salda con l’insegnamento di Piero Calamandrei, per il quale l’esercizio della funzione giudiziaria richiede un difficile equilibrio tra indipendenza e umiltà, tra fermezza e consapevolezza dei propri limiti. In questa linea ideale si colloca l’idea di una giurisdizione che non si esaurisce nell’applicazione meccanica della norma, ma che trova nella qualità morale, nell’equilibrio e nel senso di responsabilità del magistrato il presupposto essenziale per una giustizia autenticamente conforme ai valori costituzionali.

Il contributo di Franco Massi alla Fondazione

Il profilo del Cavaliere di Gran Croce Franco Massi rappresenta un patrimonio giuridico, culturale e umano di straordinario valore per la Fondazione Insigniti OMRI.
La sua formazione classica e giuridica di eccellenza, il lungo servizio nelle istituzioni dello Stato, l’esperienza maturata nella Corte dei conti, nel Governo, presso organi costituzionali e in numerose realtà pubbliche e accademiche, testimoniano una competenza profonda e una visione sistemica dell’amministrazione pubblica.

Accanto allo spessore tecnico e istituzionale, emerge con forza una cifra umana fatta di rigore morale, senso delle istituzioni e responsabilità verso la collettività. È questa sintesi tra competenza e umanità che rende il suo contributo particolarmente prezioso per il progetto culturale della Fondazione.

La Fondazione Insigniti OMRI è convinta che la qualità delle istituzioni dipenda, prima di tutto, dalla qualità delle persone che le servono. Per questa ragione, l’ingresso di Franco Massi rappresenta non solo un motivo di orgoglio, ma anche un arricchimento autentico del percorso comune volto a rafforzare l’etica costituzionale del servizio pubblico e i valori fondamentali della Repubblica.