Oggi Avvenire pubblica un’intervista che ho rilasciato ieri a Vincenzo Spagnolo su un tema molto discusso in questi ultimi giorni . In un momento in cui il rumore della polemica rischia di sovrastare l’analisi, ho scelto la misura e la sintesi, provando a riportare l’attenzione sui fatti e sulle buone pratiche consolidate. L’intervista richiama l’esperienza di Torino 2006 per spiegare come la sicurezza dei grandi eventi non si improvvisi, ma sia il risultato di una pianificazione lunga, di una chiara distinzione dei ruoli e di una cooperazione istituzionale che, quando funziona, resta quasi invisibile.

Queste riflessioni si collocano nel solco della missione della Fondazione Insigniti OMRI, che opera al servizio del Paese promuovendo la cultura delle istituzioni, il senso dello Stato e la responsabilità pubblica. La sicurezza dei grandi eventi, intesa come pianificazione, competenza e cooperazione tra amministrazioni, rappresenta una forma concreta di servizio alla collettività e di tutela dei valori democratici, a beneficio dei cittadini e dell’immagine internazionale dell’Italia.