Oggi su Agenzia Italia un’intervista sul Tricolore e le iniziative della Fondazione Insigniti OMRI per la Festa del Tricolore 2026.
Lancio 1
Roma, 27 dic. 2025, 13:35:00

(AGI) – Roma, 27 dic. – In vista delle celebrazioni della Festa del Tricolore del 7 gennaio 2026, la Fondazione Insigniti OMRI, impegnata a promuovere i principi e i valori della Repubblica, celebra il Tricolore come simbolo dell’unita’ nazionale e degli ideali piu’ nobili del popolo italiano con una serie di iniziative nelle diverse province. Per approfondire il significato del Tricolore e il ruolo della Fondazione nella sua tutela, il Prefetto Francesco Tagliente, Presidente della Fondazione Insigniti OMRI, ci accompagna in questa intervista, guidandoci attraverso la storia del vessillo nazionale e sottolineando l’importanza del suo decoro e degli ideali che esso rappresenta. Nel solco della propria missione statutaria di promozione e tutela dei simboli della Repubblica e dei principi costituzionali, la Fondazione Insigniti OMRI celebrera’ la Giornata del Tricolore 2026 con una serie di iniziative promosse dalla Presidenza e dai numerosi Comitati territoriali. Il 7 gennaio la Fondazione intende rinnovare il valore del Tricolore quale simbolo dell’unita’ nazionale e degli ideali piu’ nobili del popolo italiano, richiamando al tempo stesso il suo inscindibile legame con l’Inno nazionale che, insieme alla bandiera, ha accompagnato il cammino della Repubblica. (AGI)Eiz
(Segue)

Lancio 2

Data: Roma, 27 dic. 2025, 13:34:59
(AGI) – Roma, 27 dic. – Per questo il Tricolore costituisce anche un patrimonio morale e civile condiviso, capace di parlare al presente e di orientare il futuro del nostro procedere come comunita’ di cittadini, nessuno escluso. Quest’anno, inoltre, il messaggio simbolico racchiuso nella bandiera sara’ rivolto in modo particolare al mondo delle fragilita’, in continuita’ ideale con il valore universale della speranza richiamato dal Giubileo 2025. A Roma si svolgera’ il momento centrale delle celebrazioni: un grande concerto, organizzato con la collaborazione della Polizia di Stato e della Fondazione Musica per Roma, che avra’ luogo mercoledi’ 7 gennaio 2026 presso l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, nella Sala Petrassi. Il programma prevede un concerto della Banda Musicale della Polizia di Stato, arricchito da un percorso storico-musicale dedicato alla vicenda del Tricolore e al suo ruolo nella costruzione dell’Italia come Nazione libera e unita. In coerenza con lo spirito della ricorrenza, il concerto si concludera’ con l’esecuzione de Il Canto degli Italiani, che da sempre accompagna il Tricolore nei momenti piu’ significativi della vita della Repubblica: simboli fratelli che si richiamano reciprocamente nell’incarnare l’identita’, la memoria e i valori condivisi del nostro Paese. E proprio in quanto simboli fratelli, bandiera e inno dovrebbero comparire insieme nell’articolo 12 della Costituzione, come la Fondazione Insigniti OMRI sostiene da tempo e continuera’ a rappresentare all’attenzione delle Istituzioni della Repubblica.

Accanto all’evento centrale di Roma, sono previste iniziative anche a livello territoriale? Puo’ farcene un esempio? “Il 7 gennaio 2026 la Fondazione Insigniti OMRI promuove, attraverso i propri Comitati locali, iniziative territoriali volte a rafforzare la cultura dei simboli della Repubblica. In tale quadro si inserisce l’evento che si svolgera’ il 9 gennaio 2026 a Taranto, presso il Dipartimento Jonico dell’Universita’ degli Studi di Bari. L’iniziativa vedra’ la partecipazione delle principali autorita’ istituzionali e accademiche del territorio, tra cui il Sindaco e il Prefetto di Taranto, il Comandante del Comando Marittimo Sud, docenti universitari e rappresentanti delle Forze dell’ordine. Il percorso di riflessione proposto muove dal tema del decoro del Tricolore, che si lega al piu’ generale rispetto dei simboli della Repubblica, per approfondire poi il valore costituzionale della bandiera, fino a soffermarsi sulla dignita’ costituzionale dell’Inno nazionale, inteso come simbolo ‘fratello’ del Tricolore e parte integrante dell’identita’ repubblicana – spiega Tagliente -. Si tratta di un’occasione di dialogo istituzionale e formativo, con particolare attenzione al coinvolgimento degli studenti, chiamati a riflettere sul significato attuale dei simboli repubblicani e sui valori che essi incarnano”.

Prefetto Tagliente, qual e’ la collocazione della bandiera e dell’inno nazionale nell’ordinamento italiano? “Nell’ordinamento italiano, i simboli ufficiali della Repubblica sono il Tricolore, l’Inno Nazionale e lo Stendardo Presidenziale, che incarna e rappresenta la Repubblica nella persona del Presidente. Segue l’Emblema della Repubblica Italiana, che ne costituisce una rappresentazione istituzionale. La Costituzione ha attribuito al nostro vessillo un rango primario, accogliendolo tra i principi fondamentali nell’articolo 12: ‘La bandiera della Repubblica e’ il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni’”, racconta il Prefetto.

Ci puo’ definire il significato del Tricolore italiano? “Il Tricolore italiano rappresenta molto piu’ di una semplice bandiera: e’ l’emblema di un lungo cammino storico, politico e culturale che ha accompagnato la nascita dell’idea di nazione. La sua storia attraversa tre secoli, intrecciando rivoluzioni, guerre, aspirazioni di liberta’ e processi di unificazione nazionale. Le radici del Tricolore affondano alla fine del ‘700, quando la bandiera francese della Rivoluzione approdo’ in Italia al seguito dell’esercito transalpino guidato da Napoleone, che detronizzo’ gli antichi sovrani e contribui’ alla formazione di una serie di repubbliche giacobine. In questo contesto, il 7 gennaio 1797 a Reggio Emilia, l’assemblea della Repubblica Cispadana, composta dai deputati di Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara, adotto’ ufficialmente il vessillo verde, bianco e rosso come bandiera nazionale. Si tratto’ di una determinazione senza precedenti: per la prima volta nella storia della penisola, un corpo elettivo scelse un emblema comune destinato a superare le identita’ cittadine e territoriali. Per molti deputati, la Repubblica Cispadana rappresentava il primo, fondamentale passo verso la creazione di una ‘sola e possente Repubblica italiana’, fondata sulla liberta’, sull’indipendenza e sulla sovranita’ popolare. Il Tricolore nacque quindi come simbolo politico, ma anche come espressione concreta di una nuova idea di nazione: non piu’ frammenti di citta’-stato, ma un popolo che poteva riconoscersi in un’identita’ comune. Sebbene la vita della Repubblica Cispadana sia stata breve, l’importanza del Tricolore rimase profonda e duratura, accompagnando per decenni le aspirazioni di unita’ nazionale. Nel corso dell’Ottocento, il Tricolore divenne il simbolo del Risorgimento. Sventolo’ alla testa dei moti popolari, sulle barricate delle insurrezioni e sui campi di battaglia. Il 23 marzo 1848, muovendo il suo esercito verso la Lombardia all’inizio della Prima guerra d’indipendenza, il re di Sardegna Carlo Alberto emano’ il celebre proclama che adottava per le sue truppe la bandiera tricolore con lo Scudo di Savoia sovrapposto. Annunciando l’intervento militare a sostegno dei popoli lombardi e veneti insorti contro il dominio straniero, il sovrano sottolineo’ il valore del vessillo come emblema dell’unita’ italiana: ‘E per viemmeglio dimostrare con segni esteriori il sentimento dell’unione italiana, vogliamo che le nostre truppe, entrando sul territorio della Lombardia e della Venezia, portino lo Scudo di Savoia sovrapposto alla bandiera tricolore italiana’ – afferma -. Quella scelta segno’ la prima solenne consacrazione pubblica del Tricolore come simbolo dell’unita’ e dell’identita’ nazionale, anticipando di oltre un secolo la sua inclusione tra i principi fondamentali della Repubblica italiana”. (AGI)Eiz
(Segue)

Lancio 3

Data: Roma, 27 dic. 2025, 13:35:13
(AGI) – Roma, 27 dic. – Come si evolve il Tricolore dalla proclamazione del Regno d’Italia alla Repubblica? “Il 17 marzo 1861 il Tricolore del 1848 fu confermato come bandiera nazionale di uno Stato unitario, incarnando le aspirazioni di coesione dei diversi territori italiani. Dopo la nascita della Repubblica Italiana, nel 1946, lo stemma sabaudo fu rimosso e il Tricolore assunse la forma attuale, riconosciuta ufficialmente dalla Costituzione repubblicana del 1947. L’articolo 12 sancisce: ‘La bandiera della Repubblica e’ il tricolore italiano: verde, bianco e rosso’. Questa disposizione costituzionale rappresenta la consacrazione definitiva del Tricolore come simbolo della Repubblica e della continuita’ storica che lega la bandiera alle lotte e alle aspirazioni dei secoli precedenti”, spiega.

Qual e’ il significato del Tricolore oggi? “Oggi il Tricolore non e’ solo un simbolo nazionale, ma anche un segno identitario che unisce tutti gli italiani. Celebrare il 7 gennaio, giornata della bandiera, significa ricordare non solo la sua nascita, ma anche il lungo percorso storico e culturale che lo ha trasformato in emblema di liberta’, unita’ e sovranita’. Dal 1797 a oggi, il Tricolore ha accompagnato l’Italia nei momenti di gioia, nelle celebrazioni civili e nella memoria storica, rappresentando l’orgoglio di un popolo e la forza dei valori condivisi. E’ il simbolo della nazione, del popolo italiano e delle liberta’ conquistate attraverso i secoli, ed e’ presente tanto nelle fasi di prosperita’ quanto in quelle piu’ critiche, ricordando sempre l’importanza dell’unita’ e della responsabilita’ collettiva. Il Tricolore resta dunque un punto di riferimento quotidiano, capace di raccontare la storia dell’Italia e di ispirare le generazioni presenti e future nel rispetto della democrazia, della giustizia e dei diritti fondamentali di tutti i cittadini”, dice Tagliente.

Il Tricolore assume un ruolo costituzionale? “Nell’attuale ordinamento repubblicano, il Tricolore assume la dignita’ di simbolo costituzionale, esprimendo l’identificazione tra collettivita’ nazionale e Stato. La sua collocazione tra i principi fondamentali lo pone sullo stesso piano degli altri pilastri costituzionali: la continuita’ territoriale dello Stato unitario, l’indipendenza e il dovere di difesa affidato ai cittadini e alle Forze armate – aggiunge -. L’incardinamento del Tricolore nei principi fondamentali della Costituzione lo sottrae all’ambito della legge ordinaria e alle possibili oscillazioni delle maggioranze parlamentari, pur rimettendo a tale fonte la disciplina delle modalita’ d’uso e delle sanzioni previste in caso di violazioni. Il quadro normativo ordinario e’ definito dalla legge n. 22 del 1998 e dal regolamento attuativo di cui al D.P.R. n. 121 del 2000. La normativa statale in materia di Tricolore si affianca alla legislazione regionale riguardante i vessilli propri degli enti territoriali – Comuni, Province, Citta’ metropolitane e Regioni – che, insieme allo Stato, concorrono alla formazione della Repubblica (art. 114 Cost.) e ne affermano l’unita’ e l’indivisibilita’ (art. 5 Cost.). L’articolo 12, pertanto, partecipa all’assetto costituzionale normativo, positivo e organizzativo enunciato dalla Parte II della Costituzione, valendo anche come vincolo per l’azione delle istituzioni e degli altri soggetti dell’ordinamento incaricati di funzioni pubbliche.”

Qual e’ l’importanza del decoro delle bandiere e della vigilanza sul loro corretto uso? “Tra le disposizioni concernenti il Tricolore emerge la sua centralita’ e il primato gerarchico su ogni altro vessillo, fatta eccezione per le circostanze imposte dalla cortesia internazionale. Nella quotidianita’, l’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea si traduce nell’esposizione permanente delle rispettive bandiere, all’interno e all’esterno degli edifici pubblici, con prevalenza del Tricolore anche in presenza di vessilli regionali o comunali. Il Regolamento in materia di decoro stabilisce che le bandiere siano esposte in buono stato e correttamente dispiegate; ne’ sulle bandiere ne’ sulle aste possono comparire figure, scritte o lettere di alcun tipo. Su ciascuna asta, infine, deve essere esposta una sola bandiera. Per garantire l’osservanza delle prescrizioni normative e regolamentari, ogni ente e’ chiamato a nominare un responsabile, mentre i prefetti esercitano funzioni di vigilanza sull’adempimento delle disposizioni concernenti l’esposizione e il decoro delle bandiere”.

Quali strumenti giuridici tutelano la dignita’ del Tricolore? “La tutela della dignita’ del Tricolore e’ assicurata anche dalla legge penale (art. 292 c.p.), che punisce chiunque vilipenda o danneggi la bandiera, manifestando disprezzo o dileggio con espressioni ingiuriose (sanzione pecuniaria) o distruggendo, disperdendo, deteriorando, rendendo inservibile o imbrattando la bandiera nazionale o altri emblemi dello Stato (reclusione). La pena e’ aggravata se il vilipendio e’ commesso da un militare (art. 83 c.p.m.p.), incluso il caso in cui i colori nazionali siano riprodotti su altri supporti, e subisce un ulteriore inasprimento in tempo di guerra (art. 47 c.p.m.g.). Al di fuori delle ipotesi espressamente previste dalle disposizioni penali a tutela della dignita’ del Tricolore, le prescrizioni concernenti il decoro delle bandiere restano prive di sanzione.

Ci sono criticita’ nell’applicazione di queste norme? “Nonostante le norme vigenti, e’ ancora frequente osservare la bandiera italiana – anche su edifici pubblici -, in condizioni di grave deterioramento: strappata, lacerata, scolorita o sporca, anche nei palazzi sede di istituzioni locali o nazionali. Ritengo che il problema potrebbe essere affrontato efficacemente prevedendo una sanzione, anche di entita’ lieve, per chi violi le disposizioni del Regolamento sulla disciplina dell’uso delle bandiere. Fino a oggi, salvo rare eccezioni, nessuno si e’ dedicato sistematicamente a questa questione.

Ci sono state iniziative parlamentari in merito? “Nel corso della XVI Legislatura (2008-2013) fu presentata una proposta (atto Senato 1350 / atto Camera 3668), con l’obiettivo di introdurre una contravvenzione di 500, elevabile a 2.000 in caso di recidiva, a carico di chi violasse le norme relative al decoro della bandiera nazionale e all’esposizione del Tricolore. Tuttavia, quella iniziativa non supero’ lo stadio di proposta. Nel 2023, a Montecitorio fu presentata una proposta di legge (C.1156) volta a regolamentare il decoro nell’esposizione delle bandiere della Repubblica e dell’Unione Europea e a prevedere sanzioni per gli enti pubblici che non rispettino le norme di buon uso e manutenzione del Tricolore – conclude -. L’atto risulta assegnato alla Commissione parlamentare competente, ma allo stato non e’ ancora stato discusso ne’ in Commissione ne’ in Aula e rimane pertanto in attesa di esame”. (AGI)Eiz 271334 DIC 25 NNNN