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Fondazione Omri chiede inno Mameli in articolo 12 Costituzione e una giornata di celebrazione
Settembre 2025 | 14.25
Redazione Adnkronos
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C’è un simbolo che accompagna ogni cerimonia solenne, che vibra negli stadi e nei teatri, che segna i momenti più intensi della vita della nostra comunità nazionale. È l’Inno di Mameli, “Il Canto degli Italiani”, scritto nel 1847 da Goffredo Mameli e musicato da Michele Novaro. Lo cantiamo a scuola, lo ascoltiamo nei riti civili e sportivi, lo portiamo nel cuore. Eppure, a quasi ottant’anni dalla nascita della Repubblica, non è ancora citato nella nostra Costituzione.
La Fondazione Insigniti OMRI, guidata dal prefetto Francesco Tagliente, lancia un appello alle istituzioni: “Riconoscere formalmente l’Inno nazionale accanto alla Bandiera nell’articolo 12 della Costituzione”.“Una modifica simbolica ma densa di significato – sostiene la Fondazione – perché l’Inno è la voce stessa della Repubblica, il canto che unisce e identifica. A differenza della Bandiera, che trova posto all’articolo 12, l’Inno non è menzionato nella Carta. Esiste per consuetudine, vive nella memoria collettiva, ma non ha quella consacrazione giuridica che ne ribadirebbe il valore”.
“Non è solo una questione formale – sottolinea Tagliente – ma un investimento civile e culturale. L’Inno parla al cuore degli italiani, rafforza identità e appartenenza, unisce al di là delle differenze”.
Accanto alla modifica costituzionale, la Fondazione propone di istituire una Giornata Nazionale dedicata esclusivamente all’Inno, distinta dal 17 marzo (che celebra anche Unità, Costituzione e Bandiera).
“Un solo giorno per quattro simboli – sottolinea la Fondazione – rischia di appiattirne la forza educativa. Una ricorrenza autonoma permetterebbe di valorizzare l’Inno nelle scuole, riscoprendo Mameli e la sua eredità risorgimentale, promuovendo riflessioni civiche e culturali”.
L’appello della Fondazione è già stato inviato ai gruppi parlamentari di Camera e Senato, con la richiesta di avviare un percorso legislativo condiviso. Parallelamente, è in corso una campagna di sensibilizzazione nazionale rivolta a scuole, università, enti locali e associazioni.
“L’obiettivo – conclude Tagliente – è far comprendere alle nuove generazioni che i simboli non sono retorica, ma radici comuni. In un tempo segnato da divisioni e frammentazioni, l’Inno, come la Bandiera, torna ad essere bussola di unità. Sono sorella e fratello della nostra identit
Riconoscerli entrambi in Costituzione significherebbe compiere un atto di maturità civile, un segno di fiducia nella forza della Repubblica e nel futuro del Paese”.

