Klaus Dibiasi e Giorgio Cagnotto protagonisti a Casa Verona, all’Arsenale. Il Prefetto Francesco Tagliente ha concluso l’incontro con un omaggio al Tricolore e al Canto degli Italiani, che ha emozionato i due campioni olimpici e il pubblico.
VERONA – Due grandi protagonisti dello sport italiano, Klaus Dibiasi e Giorgio Cagnotto, si sono ritrovati a Verona per raccontare le imprese, i sacrifici e i valori che hanno segnato la storia dei tuffi azzurri. L’incontro, intitolato A testa in giù, si è svolto a Casa Verona, nello spazio dell’Arsenale dedicato alla cultura e ai valori dello sport, con la partecipazione della Fondazione Insigniti OMRI. A moderare il dibattito è stato il giornalista Luca Fioravanti.
Accanto ai due campioni, entrambi Commendatori dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e membri della Fondazione, sono intervenuti il Prefetto Francesco Tagliente, presidente della Fondazione Insigniti OMRI e i protagonisti della tradizione veronese dei tuffi, tra cui Massimo Castellani, presidente del Comitato provinciale di Verona della Fondazione OMRI, Luisella Bisello e Riccardo Giacometti, insieme a giovani promesse della specialità.
Un’occasione per ripercorrere le grandi imprese sportive di Dibiasi e Cagnotto, ma anche per riflettere su ciò che si nasconde dietro una medaglia: anni di allenamento, disciplina, sacrifici, capacità di affrontare le difficoltà e determinazione nel perseguire un obiettivo.
Nel suo intervento conclusivo, il Prefetto Francesco Tagliente ha voluto riservare al pubblico un momento particolare, dedicato ai simboli della Repubblica che accompagnano le vittorie dei campioni italiani: il Tricolore e Il Canto degli Italiani.
Tagliente ha invitato i presenti a chiudere gli occhi e a immaginare una scena familiare a milioni di italiani: un campione azzurro sul gradino più alto del podio, il Tricolore che sale lungo il pennone e Il Canto degli Italiani che accompagna la vittoria. «Pensate all’emozione di chi segue quei momenti in diretta, nelle proprie case: il nodo alla gola, la pelle d’oca, talvolta una lacrima sul volto. Un’emozione difficile da trattenere, perché in quella vittoria ciascuno ritrova il senso di appartenenza al proprio Paese».
È un’emozione che si manifesta fisicamente: il nodo alla gola, la pelle d’oca, talvolta una lacrima sul volto. Segni spontanei di un sentimento profondo: quello di sentirsi parte di una comunità nazionale che, attraverso le imprese dei suoi atleti, si riconosce e si ritrova.
A dare voce a questa immagine è stato il tenore Francesco Crollo, che ha intonato Il Canto degli Italiani a cappella, senza accompagnamento musicale. Le sue note hanno avvolto la sala, suscitando una forte emozione tra i presenti e coinvolgendo gli stessi Dibiasi e Cagnotto, protagonisti di tante pagine memorabili dello sport azzurro. Un momento conclusivo di condivisione dei valori della Repubblica, nel quale il Tricolore e l’inno nazionale hanno richiamato il significato più profondo delle vittorie sportive: il senso di appartenenza a una comunità e l’orgoglio di rappresentare il proprio Paese.
Per qualche istante, le imprese sportive, il Tricolore e le note dell’inno si sono ricongiunti in un’unica emozione: quella di sentirsi parte dello stesso Paese.

Verona, la Fondazione Insigniti OMRI rende omaggio alle leggende olimpiche dei tuffi