Ci sono viaggi in cui non ti limiti a raggiungere una destinazione. Viaggi anche con la mente: immagini scenari, costruisci ipotesi, valuti possibilità. E provi a capire se un sogno può diventare realtà.
Oggi sono in viaggio verso Verona. Alle 16.30 mi attende un incontro con il Prefetto Demetrio Martino, il Sindaco Damiano Tommasi e il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Sebastian Amelio, insieme ai rispettivi staff.
Un appuntamento istituzionale, ma anche un’occasione per condividere idee e guardare a nuove prospettive.
Tra i pensieri che mi accompagnano in questo viaggio ce n’è uno che mi affascina particolarmente: l’Arena di Verona come scenario di uno dei prossimi eventi della Fondazione Insigniti OMRI, per coinvolgere le giovani generazioni in un’esperienza capace di unire i valori della Repubblica, la cultura, la bellezza e il senso di appartenenza.
Per ora è un’idea, un’aspirazione. Una di quelle che, durante un viaggio in treno, cominciano a prendere forma e a confrontarsi con la realtà.
Ma non è l’unica fantasia che mi accompagna.
Ce n’è un’altra, che guarda al mare e alla Marina Militare: immaginare un’iniziativa tematica a bordo della nave scuola Amerigo Vespucci, capace di coniugare le finalità statutarie della Fondazione con la storia, i valori e il ruolo della Marina al servizio del Paese. Un’occasione per riflettere sul senso del dovere, sulla responsabilità, sul servizio alle istituzioni e sull’importanza di trasmettere questi valori alle nuove generazioni. Un’idea da esplorare, naturalmente, nel rispetto delle disponibilità e delle esigenze della Marina.
E poi ce n’è una terza, che guarda a Milano e allo sport: immaginare San Siro trasformato, per un giorno, nello «Stadio della Repubblica», con migliaia di studenti delle scuole secondarie di primo grado protagonisti di una grande esperienza di cittadinanza.
Un percorso da costruire insieme alla scuola, all’Inter e alle istituzioni, per parlare ai ragazzi di Costituzione, rispetto, regole, solidarietà e futuro attraverso lo sport, la musica e la loro stessa voce. Non ragazzi sugli spalti ad assistere a una manifestazione, ma ragazzi in campo, chiamati a diventare protagonisti e testimoni dei valori della Repubblica.
Tre idee diverse, tre luoghi simbolici, un unico filo conduttore: immaginare occasioni nuove per avvicinare le giovani generazioni ai valori della Repubblica e renderle protagoniste del loro futuro.
D’altronde, anche il grande evento che abbiamo realizzato il 2 ottobre al Circo Massimo, coinvolgendo migliaia di studenti per celebrare gli 80 anni della Repubblica, è nato da una fantasia. All’inizio era soltanto un’idea, forse ambiziosa, che giorno dopo giorno ha preso forma grazie all’impegno, alla collaborazione e alla disponibilità di tante persone.
È anche per questo che continuo a coltivare nuove fantasie. So bene che tra immaginare e realizzare c’è di mezzo il lavoro, ci sono gli ostacoli e la necessità di trovare interlocutori disposti a condividere un progetto.
Ma è proprio da lì che bisogna cominciare.
I sogni indicano la direzione. La visione aiuta a immaginare la strada, ma sono le persone, il lavoro di squadra e la determinazione a percorrerla che possono trasformare un’idea in realtà.
