Desidero condividere con tutti gli Insigniti della Fondazione una bella iniziativa che vede protagonista uno dei nostri membri partecipanti, Fabio Marzufero, già Capo Reparto Esperto dei Vigili del Fuoco.
Fabio ha raccolto nel libro “Sporco di polvere e di sogni” diciotto anni di volontariato e una lunga esperienza professionale nel Corpo dei Vigili del Fuoco, attraverso il racconto di interventi di soccorso, esperienze umane, difficoltà, emozioni e incontri che hanno segnato il suo percorso.
Ma il valore del libro va oltre la testimonianza personale. Il ricavato delle vendite, escluse le spese, sarà destinato ad associazioni e persone in difficoltà, individuate attraverso un’attenta verifica. L’autore ha inoltre scelto di mantenere aperta l’iniziativa senza una scadenza prestabilita, destinando alla beneficenza quanto verrà raccolto fino all’esaurimento delle copie, con un apposito conto corrente dedicato alla gestione e alla verifica delle operazioni.
È una scelta che merita di essere sottolineata perché trasforma il racconto di una vita spesa al servizio degli altri in un ulteriore gesto concreto di solidarietà.
Il libro è stato presentato nei giorni scorsi a Ravenna, alla presenza del Prefetto di Ravenna Raffaele Ricciardi, del già Prefetto di Ravenna Enrico Caterino, autore della prefazione, del Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Ravenna, ing. Antonio Petitto, e di numerose altre autorità e rappresentanti del territorio.
È significativo che anche il Prefetto Caterino, che ha accompagnato con la propria prefazione questa testimonianza, sia un Insignito OMRI e membro partecipante della nostra Fondazione. È un ulteriore esempio di come le esperienze e le sensibilità di donne e uomini insigniti dell’Ordine possano incontrarsi e tradursi in iniziative rivolte alla comunità.
A Fabio desidero rivolgere, anche a nome della Fondazione, il mio sincero apprezzamento per questa scelta e per il significato che ha voluto dare alla propria esperienza.
Perché il senso di un’onorificenza non si esaurisce nel riconoscimento di ciò che si è fatto, ma può continuare nel modo in cui si decide di mettere la propria esperienza a disposizione degli altri.
È questo, in fondo, uno dei valori più belli dell’appartenenza alla nostra Fondazione.
