Questa mattina, intorno alle 8:00, il TG5 ha mandato in onda un servizio toccante sul bombardamento atomico di Nagasaki, di cui oggi ricorre l’anniversario. Quelle immagini e parole non possono lasciarci indifferenti. Come Fondazione Insigniti OMRI sentiamo il dovere di riflettere – pubblicamente – su quanto accadde il 9 agosto 1945 e sul significato che ha oggi, alla luce delle tensioni globali attuali.
Sebbene la commemorazione delle due bombe atomiche ricada, in genere, sul 6 agosto – giorno della tragedia di Hiroshima – riteniamo importante, oggi, rivolgere un pensiero distinto e consapevole anche ai caduti di Nagasaki, seconda città violentemente stravolta dalla forza distruttrice dell’atomica
Il 9 agosto 1945, una seconda bomba atomica colpiva la città giapponese, causando decine di migliaia di morti in pochi istanti, e lasciando dietro di sé una scia di sofferenza, malattia e devastazione morale che ancora oggi parla al mondo intero.
In un tempo in cui tornano a circolare, anche ai massimi livelli istituzionali, dichiarazioni che evocano – apertamente o implicitamente – l’uso dell’arma nucleare, ricordare Nagasaki non è solo un gesto di memoria: è un atto di responsabilità civile e morale.
La storia ci ha già mostrato cosa accade quando la tecnologia militare supera il confine della coscienza, quando il potere distruttivo viene scatenato contro popolazioni inermi. Ignorare questo passato, o peggio, rimuoverlo, significa preparare inconsapevolmente il terreno perché si ripeta.
La minaccia nucleare non è un concetto astratto, ma una realtà che può ancora concretizzarsi. Per questo, oggi più che mai, la memoria dei bombardamenti atomici deve sostenere l’impegno per la pace, la diplomazia, il disarmo e la difesa dei valori universali della persona umana.
Come Fondazione Insigniti OMRI, impegnata nella promozione della legalità, della dignità e della cultura della pace, riteniamo fondamentale trasformare la memoria in azione, l’indignazione in educazione, la consapevolezza in impegno quotidiano.
Non basta ricordare.
Di fronte all’ombra atomica, siamo chiamati a scegliere – ogni giorno – tra la logica della distruzione e quella dell’umanità.

